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Truffa delle tre campanelle a Roma: 2 arresti a Piazza di Spagna

Truffa delle tre campanelle a Roma: 2 arresti a Piazza di Spagna

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Due uomini di nazionalità romena sono stati fermati dai carabinieri mentre mettevano in atto la nota truffa delle “tre campanelle” nei pressi della scalinata di Trinità dei Monti, a Roma. L’intervento delle forze dell’ordine ha interrotto il tentativo di raggiro ai danni di un turista straniero, che aveva appena scommesso 100 euro nel gioco-tranello. L’arresto, convalidato dopo la direttissima, rappresenta uno dei rari casi in cui i responsabili finiscono realmente in manette, nonostante le numerose denunce raccolte nei mesi precedenti. La truffa, storicamente diffusa tra i mercati cittadini, si è spostata nelle zone più battute dai visitatori internazionali, coinvolgendo interi gruppi organizzati di truffatori, spesso legati da vincoli familiari, e dotati di complici e vedette per evitare i controlli.

Truffa delle campanelle: metodo, obiettivo e zone più colpite

Il meccanismo della truffa delle “tre campanelle”, noto anche come gioco dei tre bicchieri, si basa su una falsa prova di abilità. I truffatori pongono una pallina sotto uno dei tre contenitori (di solito bicchieri in legno o metallo), quindi li muovono rapidamente simulando casualità.

Tuttavia, grazie a tecniche affini all’illusionismo, riescono a far sparire la pallina con movimenti delle mani impercettibili. I passanti vengono così invitati a puntare somme di denaro – spesso a partire da 50 euro – per indovinare dove si trovi la pallina. In realtà, nessuna scelta è corretta: la pallina non si trova mai sotto i bicchierini, ma resta nascosta tra le mani dell’imbroglione.

Le aree preferite dai truffatori sono i luoghi turistici di maggior afflusso, come via del Corso, il Colosseo e piazza di Spagna. In particolare, i truffatori agiscono nei punti dove il flusso di pedoni rallenta, così da attirare l’attenzione di curiosi e formare piccoli gruppi di potenziali vittime.

Operazione dei carabinieri a Trinità dei Monti

Nel pomeriggio di venerdì 11 aprile, i carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno monitorato i movimenti sospetti di due uomini nei pressi della celebre scalinata di Trinità dei Monti. Dopo aver osservato le loro manovre ingannevoli e il coinvolgimento di un turista in una scommessa da 100 euro, i militari sono intervenuti tempestivamente, bloccando i due prima che potessero dileguarsi. Gli arrestati, rispettivamente di 33 e 50 anni, sono stati accusati di truffa aggravata in concorso.

Secondo gli atti ufficiali, l’aggravante principale riguarda la condizione di “minorata difesa” della vittima, un cittadino straniero occasionalmente presente in Italia, quindi presumibilmente più vulnerabile. L’arresto è stato convalidato in sede di giudizio direttissimo, rappresentando uno dei pochi casi in cui i responsabili vengono assicurati alla giustizia con misure coercitive reali.

Complicità e organizzazione delle bande: un sistema strutturato

Dietro il semplice apparato del gioco-truffa si nasconde un’organizzazione ben strutturata. I truffatori non operano mai da soli. Attorno all’autore materiale del gioco si muovono diversi collaboratori: finti turisti che fingono di vincere, attirando così altri spettatori, vedette che vigilano sull’arrivo delle forze dell’ordine e soggetti incaricati di scoraggiare chi tenta di documentare la scena con video o fotografie.

Le bande responsabili provengono principalmente dall’Est Europa e spesso si spostano da una capitale europea all’altra, replicando lo schema in città come Barcellona, Parigi, Lisbona, Vienna o Berlino. In numerosi casi i membri risultano legati da parentele o convivenze, rendendo più difficile disarticolare i gruppi. Gli incassi giornalieri possono raggiungere somme considerevoli, attirando così sempre nuovi affiliati al sistema truffaldino.

Vittime della truffa: turisti e giovani

Le principali vittime del gioco-truffa sono i visitatori stranieri, poco avvezzi ai raggiri di strada. Tuttavia, anche i giovani romani – spesso tra i 18 e i 25 anni – vengono coinvolti, spinti dalla curiosità o dall’illusione di una facile vincita. Le forze dell’ordine segnalano anche numerosi episodi in cui, dopo aver compreso l’inganno, le vittime vengono minacciate o persino aggredite quando cercano di recuperare il denaro perso.

Il fenomeno ha avuto una forte recrudescenza nell’ultimo anno. Da novembre a oggi, oltre 40 soggetti sono stati denunciati per episodi analoghi, ma finora senza conseguenze penali significative. L’intervento di Trinità dei Monti rappresenta un primo segnale concreto nella lotta a queste forme di microcriminalità che danneggiano l’immagine della Capitale agli occhi dei turisti.