Decine di dipendenti della As Roma hanno manifestato pacificamente questa mattina all’esterno del centro sportivo Fulvio Bernardini a Trigoria, contestando il piano di trasferimenti verso i Roma Store. Sullo striscione di apertura campeggiava la frase: «Gasperini ci ringrazia, la società ci caccia. No ai licenziamenti mascherati!». Al presidio hanno preso parte le sigle sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl, insieme a rappresentanti dell’Associazione Stampa Romana, che hanno indetto lo sciopero per la giornata.
Le origini della vertenza
La mobilitazione affonda le radici nelle comunicazioni inviate a fine maggio a circa quaranta lavoratori, poche ore dopo la qualificazione della Roma in Champions League e una festa con lo staff guidato da Gasperini. Nelle settimane seguenti alla convocazione, alla platea interessata è stata proposta un’esternalizzazione nell’area retail considerata strategica per l’anno del centenario e in vista del nuovo stadio a Pietralata. La manovra, ricondotta ai mesi scorsi, è stata seguita dalla responsabile delle risorse umane Simonetta Iarlori, allontanata dalla società a inizio settimana.
I nodi contestati dai lavoratori
I dipendenti, pur con la tutela del contratto, riferiscono il rischio di un evidente cambio di mansioni, che per alcuni profili redazionali ha comportato l’impiego nella vendita di prodotti di merchandising nei Roma Store. Durante il presidio, molti hanno indossato maglie giallorosse personalizzate con il cognome e il numero 12, un omaggio ricevuto in passato e scelto per ribadire il proprio ruolo di «dodicesimo uomo» del club.
Il coinvolgimento delle istituzioni locali
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un confronto formale con l’azienda e, nelle ultime ore, hanno interessato anche il Comune di Roma e la Regione Lazio, richiamando l’impatto del progetto stadio sulle scelte interne. Dalla sede di Trigoria, durante la manifestazione, non sono arrivate comunicazioni ufficiali.