Sono tre le coltellate mortali che hanno messo fine alla vita di Ilaria Sula. Colpi al collo, rapidi e letali, che le hanno provocato un'emorragia tanto violenta da ucciderla in pochi minuti. È quanto emerso dall’autopsia eseguita sul corpo della giovane di 22 anni, trovata senza vita all’interno di una valigia abbandonata in un burrone nei pressi del comune di Poli, alle porte di Roma.
Ancora dubbi sulla morte di Ilaria Sula
Mark Antony Samson, ex fidanzato di Ilaria, è attualmente in stato di fermo per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Gli accertamenti autoptici hanno confermato la dinamica dell'aggressione, avvenuta, secondo gli investigatori, nell’abitazione in cui Samson viveva con i genitori, nel quartiere Africano della Capitale.
Proprio sul ruolo della madre e del padre del giovane si concentra adesso una parte cruciale dell’indagine, coordinata dalla Procura di Roma. I due erano presenti in casa al momento del delitto e lo avrebbero ammesso durante un’audizione in questura. Tuttavia, al momento, non risultano formalmente indagati.
Un altro punto ancora da chiarire riguarda la tempistica della morte. Le autorità stanno cercando di colmare un vuoto di 22 ore: l’ultimo segnale di vita di Ilaria risale alla sera del 25 marzo, quando ha lasciato la casa che divideva con alcune amiche nel quartiere San Lorenzo. Il giorno dopo, alle 18 circa, una telecamera autovelox ha ripreso l’auto di Samson a breve distanza dal luogo in cui verrà ritrovato il corpo.
Le immagini hanno permesso di identificare la targa del veicolo, ma restano dubbi su chi fosse a bordo. Durante l’interrogatorio, Samson si è avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando ancora aperte le domande sul movente e sulla dinamica esatta dell’omicidio.
All’interno della sua stanza, gli investigatori hanno scoperto tracce ematiche compatibili con un’aggressione avvenuta in quel luogo. Resta da capire se il giovane abbia agito da solo, o se abbia ricevuto aiuto – anche solo nella fase successiva all’omicidio – per ripulire la scena del crimine e trasportare il cadavere.