Paura nella movida di Trastevere. L’altra notte un sommelier senegalese di 26 anni è stato ferito a un braccio da un colpo di pistola in vicolo del Cinque, a pochi passi da piazza Trilussa. A sparare, secondo gli investigatori, sarebbe stato Gabriele Giambartolomei, 33 anni, pregiudicato per stupefacenti originario di Primavalle e residente a Valle Aurelia, dopo un rimprovero per aver urinato contro la serranda di un negozio. Il giovane è stato ricoverato al San Camillo con una prognosi di 40 giorni.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerge dalle testimonianze raccolte, poco prima delle tre la strada era affollata quando la vittima avrebbe richiamato l’uomo a un comportamento rispettoso del decoro. Le fasi dell’aggressione sarebbero state immortalate dalle telecamere di sorveglianza della zona. Il 26enne ha riferito agli inquirenti: “Avevo finito di lavorare avrebbe riferito il giovane a chi indaga -, stavo con i miei amici e una ragazza vicino a piazza Trilussa quando abbiamo visto quell’uomo urinare addosso alla serranda di un negozio. Gli abbiamo detto di smetterla ma per tutta risposta lui ha tirato fuori una pistola e ha sparato in aria”.
Il gruppo si è quindi spostato verso vicolo del Cinque, inseguito dall’aggressore. La vittima ha aggiunto: “Mi è saltato addosso, abbiamo avuto una colluttazione: a un certo punto ho sentito un forte bruciore a un braccio”. Il giovane è stato soccorso dagli amici e poi dal personale dell’Ares 118, che lo ha trasportato al San Camillo, dove i medici lo hanno trattenuto per precauzione.
Le indagini e l’arresto
All’alba i carabinieri hanno rintracciato e bloccato il sospettato in piazza Sonnino, ancora nel rione. All’operazione hanno partecipato i militari della compagnia di zona e dell’8° Reggimento Lazio, impegnati nei controlli serali sulla movida. L’uomo, fermato in compagnia di una ragazza estranea ai fatti, è stato trasferito a Regina Coeli con l’accusa di tentato omicidio, porto abusivo d’arma da fuoco e spaccio.
Nel suo appartamento i carabinieri hanno sequestrato sei etti di hashish, un’altra pistola con matricola abrasa e una carabina. Non è stata invece trovata l’arma utilizzata per il ferimento, che il 33enne si sarebbe procurato di recente e di cui si sarebbe disfatto prima del fermo. Proseguono le ricerche nei cassonetti e lungo le banchine del Tevere, mentre gli inquirenti analizzano i filmati raccolti per definire ogni passaggio della notte di Roma.