Un uomo di 86 anni ha perso la vita a Pignataro Interamna, in provincia di Frosinone, dopo il ribaltamento del trattore con cui stava tagliando l’erba nel proprio terreno. Secondo quanto ricostruito, il mezzo avrebbe urtato una cunetta, finendo per schiacciarlo. I soccorsi del 118 e la richiesta di eliambulanza non sono bastati: l’anziano è deceduto prima del trasferimento in ospedale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per gli accertamenti del caso nel territorio del Lazio.
Il cordoglio e l’allarme di Federacma
Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e ha richiamato l’urgenza di rendere operativa la revisione obbligatoria dei mezzi agricoli. “Anche in questo caso si tratta di un incidente avvenuto durante un’attività ordinaria, su un terreno conosciuto e in condizioni apparentemente semplici – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. È proprio questa normalità che deve far riflettere: basta una cunetta, una pendenza o una manovra imprevista perché un trattore si ribalti con conseguenze fatali, soprattutto quando mancano dispositivi di protezione o controlli sul mezzo”.
I dati Inail e il nodo dei controlli
Secondo INAIL, il ribaltamento dei trattori è la prima causa di morte in agricoltura, con oltre cento decessi ogni anno in Italia. A essere più esposti sono i mezzi datati, spesso sprovvisti di rollbar e cinture di sicurezza. “La revisione obbligatoria esiste sulla carta da anni, ma senza decreto attuativo resta inapplicata – prosegue Borio –. Questo significa che milioni di mezzi continuano a circolare senza verifiche tecniche adeguate. Non si tratta solo di norme, ma di vite umane”.
Richiesta di un sistema capillare e condiviso
La Federazione rinnova l’appello alle istituzioni per completare l’iter normativo e attivare controlli efficaci e diffusi, mettendo a disposizione la propria rete di concessionari, officine e tecnici qualificati su tutto il territorio nazionale. “La sicurezza nei campi deve diventare una priorità concreta – conclude Borio –. Senza prevenzione e senza controlli, continueremo ad assistere a tragedie che possono e devono essere ridotte”.