Quando Totti parla di Roma, tutti ascoltano. Non è una semplice questione di prestigio sportivo o di ricordi consegnati alla storia: è qualcosa di più profondo, un legame viscerale che unisce il Capitano alla città e alla sua gente. E in queste ore l'ha rifatto.
Totti: la Roma può dire la sua
Da Miami, con schiettezza come sempre. Ogni volta che Francesco Totti prende la parola per parlare di Roma intorno a lui si crea un silenzio rispettoso. Quando offre una riflessione sulla squadra, sulle difficoltà del momento o sulle ambizioni future, non lo fa mai da semplice osservatore: parla da uomo che ha vissuto tutto, gioie e delusioni, trionfi e cadute, e che conosce l’anima del tifo come pochi altri.
È per questo che le sue parole risuonano così forte. I tifosi le ascoltano perché sanno che dietro c’è verità. Quando Totti parla di Roma, non parla mai per dividere, ma per indicare una direzione, e per ricordare a tutti cosa significa indossare quella maglia e vivere quella passione. Specie poi se arrivano parole di ottimismo. A domanda precisa sugli scontri diretti falliti dalla Roma di Gasp, quest'anno, Totti rilancia. "Nei tre scontri diretti non è andata molto bene ma il campionato è lungo. Di questo passo la Roma può dire la sua".
E poi: "Ancora non si è visto il lavoro di Gasperini, ma è di buon auspicio se siamo lì e non è ancora la Roma che tutti si aspettano. Speriamo che possano cambiare tante cose e possa prendere la mentalità del mister". Quanto sul vertice, Totti è chiaro. "Ci sono squadre più attrezzate e pronte. La Roma è una buona squadra ma ci sono squadre più blasonate".