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Torre Angela, tentata rapina con maschere e revolver

Torre Angela, tentata rapina con maschere e revolver

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Un assalto in pieno giorno nel quartiere di Torre Angela, a Roma, ha preso di mira il lussuoso orologio di un professionista appena uscito dall'ufficio. Due uomini con maschere in silicone hanno affrontato la vittima, uno impugnando un revolver calibro 38 special carico, l'altro tentando di strappare il segnatempo dal polso. La pronta reazione della vittima e di alcuni colleghi ha però mandato in frantumi il piano, provocando una colluttazione e poi la fuga dei malviventi in direzioni opposte. La vittima ha riportato una lussazione alla mano con trenta giorni di prognosi.

Assalto in pieno giorno a Torre Angela

L'aggressione è avvenuta nella tarda mattinata. I due rapinatori, con il volto coperto da maschere di gomma, hanno bloccato il professionista poco fuori dal posto di lavoro. La scena è degenerata in pochi istanti: la pistola puntata, il braccio afferrato per sfilare l'orologio, la resistenza della vittima e l'intervento dei colleghi hanno costretto i banditi a desistere. Il tentativo di rapina violenta si è così trasformato in una fuga precipitosa per le strade del quartiere.

La fuga tra le strade e l’arresto

Inseguito dalla vittima e dai passanti, uno dei due ha perso lungo il tragitto prima la maschera in silicone, poi una scarpa e infine l'arma, abbandonata sull'asfalto. Il revolver, con sei cartucce inserite, è risultato rubato circa nove anni fa. Gli agenti hanno bloccato il fuggitivo, un ventiquattrenne romano già noto alle forze dell'ordine, in via delle Naiadi, mentre correva con una sola calza. A coordinare l'intervento è stata la sala operativa della Questura di Roma, con il supporto delle pattuglie del VI Distretto Casilino. Decisivo anche il gesto di un poliziotto in pensione, che ha messo in sicurezza l'arma prima dell'arrivo delle volanti.

Gli accertamenti e le decisioni del tribunale

La perquisizione nell'abitazione del fermato ha svelato un dettaglio ritenuto significativo dagli investigatori: sul comodino era presente lo smartphone acceso, verosimilmente lasciato a casa per precostituirsi un alibi informatico. Il Tribunale di piazzale Clodio ha convalidato l'arresto disponendo la custodia cautelare in carcere. La Polizia Scientifica ha avviato i rilievi su maschera e scarpa recuperate in strada, mentre prosegue la caccia al complice fuggito dopo il colpo fallito nel quadrante est della Capitale, nel territorio del Lazio.