Una folla imponente ha invaso le strade di Tor Sapienza, con «centinaia di persone, più di mille, se chi dice 1500», per chiedere sicurezza e decoro nel Quinto Municipio. Al centro della protesta, raccontata a Roma di Sera da Andrea Bozzi, il degrado diffuso e la presenza, a ridosso delle abitazioni, di consumatori di droga nei pressi del palazzone di Via Tallone. Sui social, come in tv, scorrono le immagini di persone «accartocciati su loro stessi», con il dibattito che si concentra anche sul presunto uso di Fentanil nel quadrante. Sul punto, il Prefetto di Roma ha precisato: «non abbiamo mai sequestrato Fentanil», pur riconoscendo l’intensificarsi dei blitz delle forze dell’ordine.
L’ospite in studio, Walter Pacifici, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Quinto Municipio, definisce l’evento «era una manifestazione politica», ma sottolinea il senso civico dei residenti: «Tor Sabienza dà un importante segnale, non alza bandiera bianca». Per Pacifici, la responsabilità primaria della gestione della sicurezza urbana ricade sul Presidente del Municipio con delega specifica, in raccordo con il Sindaco e il tavolo mensile con forze dell’ordine, polizia locale, guardia di finanza e carabinieri. «Siamo la principale forza di governo» – incalza – ma «siamo costantemente relegati» fuori da quell’osservatorio. Netto anche il chiarimento sui presidi: «Noi non vogliamo militarizzare il territorio, noi vogliamo sicurezza».
Il cuore del problema resta il grande stabile di Via Tallone, da cui – denunciano i residenti – partono gran parte dei disagi. Secondo Pacifici, su quella struttura «c’è un’ordinanza di demolizione» e il Sindaco dovrebbe «eseguire in danno» l’abbattimento. La richiesta è che lo sgombero sia contestuale alla demolizione, per evitare una rapida rioccupazione. Resta aperto il tema della presa in carico da parte dei servizi sociali: come si sosterrà il «numero importante» di persone fragili oggi nell’area, una volta avviati gli interventi? Il timore è che, senza un piano, il problema si sposti di pochi isolati.
La mappa del disagio disegnata in trasmissione non si ferma a Tor Sapienza. Spunta il Quarticciolo, «una delle principali piazze di spaccio della Capitale», inserito nel cosiddetto «modello Chevano» dal Ministro dell’Interno Piantedosi – afferma Pacifici – sulla base di «dati certi». Qui le vedette sui terrazzi segnalano i movimenti agli spacciatori, complicando ogni intervento. A ciò si aggiunge il tema delle occupazioni abusive, su cui l’esponente FdI invoca «indagini puntuali». Per il consigliere, è «banale» attribuire «tutta colpa del Governo»; serve una «regia» istituzionale che unisca Prefettura, Comune e Municipio su obiettivi misurabili.
Guardando ai prossimi passi, Pacifici annuncia che il gruppo FdI sta preparando «una relazione da inoltrare al Prefetto» e chiederà che arrivi anche al Ministro, perché «il problema non è Tor Sapienza», ma anche Tor Tre Teste, Quarticciolo e il Prenestino-Labicano. «La sera non si può uscire e portare un cagnolino a spasso», denuncia, citando pure il degrado alla stazione di Tor Sapienza. E avverte: senza risposte concrete, le piazze continueranno a riempirsi in altri quartieri.
La puntata chiama dunque a un salto di qualità: superare lo «scaricabarile», attivare davvero i tavoli interistituzionali, far valere le deleghe esistenti e coordinare sgomberi, demolizioni e presa in carico sociale. Solo così quel «segnale» lanciato da Tor Sapienza potrà tradursi in interventi stabili e verificabili, anticipando l’ennesima emergenza e restituendo sicurezza e decoro ai residenti.