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Tolleranza zero al San Camillo: "Qualsiasi aggressione ai sanitari verrà denunciata" (VIDEO)

Tolleranza zero al San Camillo: "Qualsiasi aggressione ai sanitari verrà denunciata" (VIDEO)

|Angelo Aliquò, direttore generale dell’ospedale San Camillo

Insulti e minacce a quattro medici dell'ospedale San Camillo chiusi in una stanza da due parenti di una anziana paziente che pretendevano di avere la cartella clinica della nonna. È accaduto ieri mattina nel reparto di medicina interna dove è ricoverata la donna.

Medici minacciati e chiusi in una stanza dai parenti di una anziana

I due giovani avrebbero contestato l’uso di medicinali per poi chiedere documenti riservati ignorando la trafila burocratica, ma anche le buone maniere. Inutili i tentativi del personale di far ragionare i due che hanno iniziato ad urlare fino a spintonare i medici, tre donne e un uomo, che sono stati infine chiusi in una stanza con la minaccia di non farli più uscire.

Immediata la richiesta di soccorso alla vigilanza intervenuta con gli agenti del posto di polizia per liberare i dottori sotto shock. Per i due giovani identificati scatterà la denuncia. Mentre è già arrivata la ferma condanna del direttore generale del San Camillo. Da parte dell’ospedale tolleranza zero verso comportamenti prepotenti e da bulli.

Tolleranza zero al San Camillo: "Qualsiasi aggressione verrà denunciata"

Lo spiega chiaramente il direttore generale dell'ospedale San Camillo, Angelo Aliquò che denuncerà l'episodio accaduto così come non verranno tollerati in futuro atteggiamenti violenti e intimidatori verso operatori sanitari. "Qualsiasi aggressione, qualsiasi minaccia che sia verbale o fisica, sarà denunciata. Così come è giusto che sia" dichiara il dg.

"Aggredire un sanitario è un sacrilegio"

Aliquò ribadisce fermamente la necessità di tutelare chi opera quotidianamente con professionalità e dedizione in un contesto spesso complesso. "Deve essere chiaro che un'aggressione a un sanitario è un vero e proprio sacrilegio - dichiara Angelo Aliquò -. Negli ospedali, nei luoghi di cura, ci sono professionisti che si adoperano per far stare meglio le persone: nessuno vuole il male dei pazienti. Si tratta di uomini e donne che nessuno ha il diritto di aggredire, al netto degli errori che possono compiere. Tutti dovrebbero rispettarli: rispettare il lavoro di queste persone che hanno scelto di lavorare in questo servizio".

Simeu: "Insulti e aggressioni quotidiane, così si distrugge l'integrità del servizio sanitario"

Sul fronte sicurezza i sindacati rilanciano l’allarme per l’ennesimo episodio di violenza. Un fenomeno con dati in crescita osservato anche da società scientifiche come la Simeu, Società Italiana di medicina di emergenza urgenza, che lo sta monitorando da anni e che si ritorce contro gli stessi fruitori minando il rapporto medico paziente.

"Le minacce, gli insulti e le aggressioni verbali sono ormai una quotidianità - spiega Alessandro Riccardi presidente nazionale Simeu - e stanno minando il rapporto che esiste fra gli operatori del servizio sanitario cittadino. Quando un cittadino, un paziente o un parente aggredisce un medico, un infermiere o un operatore socio sanitario del Servizio Sanitario Nazionale - sottolinea Riccardi - non fa altro che danneggiare se stesso; perché sta danneggiando e distruggendo l'integrità del servizio sanitario".