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Tivoli, infermiere aggredito per la musica alta: chiesti 21 anni per uno degli imputati

Tivoli, infermiere aggredito per la musica alta: chiesti 21 anni per uno degli imputati

tribunale sentenza

A Tivoli una lite per il volume eccessivo della musica si è trasformata in un tragico pestaggio che ha causato la morte di Alessandro Castellaccio, infermiere di 41 anni. L’aggressione risale al 18 giugno 2023, quando l’uomo, rientrando dal lavoro, chiese a un gruppo di abbassare il volume della musica fuori da un bar. Dopo un alterco iniziale, fu colpito alle spalle e poi violentemente preso a calci alla testa. Ora, per uno degli imputati, Mircea Nasaf, il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 21 anni e 9 mesi di reclusione. Il suo complice, Ion Voicu, ha già ricevuto una pena definitiva in appello. Il caso ha suscitato profonda commozione nella comunità locale.

Lite fuori da un bar a Tivoli: cosa è successo quella sera

L’aggressione che ha portato alla morte di Alessandro Castellaccio si è verificata la sera del 18 giugno 2023 in via Giuliani, zona centrale di Tivoli. L’infermiere stava tornando a casa dopo un turno all’ospedale e si è fermato davanti al bar “Baky”, dove alcuni uomini stavano ascoltando musica ad alto volume da una cassa portatile.

Castellaccio, infastidito, ha chiesto di abbassare il suono. Il gruppo, composto da cittadini di origine romena e visibilmente alterato dall’alcol, ha reagito con ostilità. In particolare, il confronto si è acceso con Aurel Cioroiu. Poco dopo, si è verificata una breve colluttazione nella quale Castellaccio ebbe la meglio. Tuttavia, la situazione è degenerata rapidamente al suo ritorno nei pressi del bar.

L’aggressione mortale

Quando Alessandro Castellaccio è tornato vicino al bar per raggiungere la fidanzata, è stato colpito improvvisamente da Ion Voicu con un pugno alla nuca. Il colpo, ricevuto mentre era di spalle, lo ha fatto crollare a terra. A quel punto, Mircea Nasaf gli ha sferrato un violento calcio al volto, paragonato da un testimone a un tiro contro un pallone.

La vittima ha riportato una grave lesione cerebrale, come diagnosticato successivamente dai medici. I soccorsi sono arrivati solo diversi minuti dopo, poiché le persone presenti non sono intervenute immediatamente. Castellaccio è stato trasportato prima all’ospedale di Tivoli e successivamente all’Umberto I di Roma, dove è deceduto dopo una settimana di coma irreversibile.

Le prove decisive contro gli imputati

Le testimonianze raccolte a Tivoli hanno permesso agli investigatori di individuare in tempi brevi i due principali responsabili. Gli inquirenti hanno trovato nelle abitazioni degli imputati gli abiti sporchi di sangue utilizzati durante l’aggressione e una scarpa con tracce ematiche compatibili con quelle della vittima.

Ion Voicu, 37 anni, ha scelto il rito abbreviato e ha ricevuto in primo grado una condanna a 14 anni e mezzo, ridotta poi a 10 anni e 8 mesi in appello per le attenuanti generiche: incensurato e regolarmente impiegato in Italia da oltre quindici anni. Per Mircea Nasaf, invece, la procura ha mantenuto l’aggravante della minorata difesa della vittima, chiedendo una pena molto più severa.

Prospettive giudiziarie

La corte d’Assise sta valutando la posizione di Mircea Nasaf, per il quale il pubblico ministero ha richiesto una condanna a 21 anni e 9 mesi di carcere. L’accusa ritiene provata la volontarietà dell’omicidio, aggravato dalla condizione di inferiorità della vittima, colpita di sorpresa e incapace di reagire.

Gli avvocati della famiglia Castellaccio – Francesco Fratini, Fabio Frattini e Tommaso Giustiniano – hanno ribadito l’evidenza delle responsabilità e auspicano un verdetto proporzionato alla gravità dei fatti. Nonostante il dolore irreparabile per la perdita del 41enne, la famiglia cerca giustizia per onorare la memoria di un uomo descritto come dedito al proprio lavoro e rispettoso del prossimo.