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Indagine sul termovalorizzatore di Santa Palomba: verifiche dall'Ecomafie

Indagine sul termovalorizzatore di Santa Palomba: verifiche dall'Ecomafie

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La Commissione parlamentare Ecomafie ha avviato un’indagine sul termovalorizzatore che sorgerà a Santa Palomba, nella territorio della Capitale. L’inchiesta mira a esaminare le criticità emerse riguardo alla gestione dei rifiuti e alla localizzazione del progetto. Il termovalorizzatore, voluto dal sindaco Roberto Gualtieri, è parte del piano per il Giubileo e dovrebbe iniziare a operare nel 2027. Tuttavia, segnalazioni su costi elevati e presunte irregolarità hanno attirato l’attenzione della Commissione. Il progetto rappresenta una delle soluzioni proposte per risolvere l’emergenza rifiuti di Roma, ma solleva questioni ambientali, economiche e sociali che necessitano di approfondimenti.

Le finalità dell’indagine Ecomafie sul termovalorizzatore

La Commissione Ecomafie ha dichiarato di voler fare luce sulle dinamiche che ruotano attorno al termovalorizzatore di Santa Palomba.

Il presidente Jacopo Morrone ha spiegato che l’inchiesta non si limita all’impianto romano, ma analizza il tema dei termovalorizzatori a livello nazionale. La trasmissione televisiva "Report" ha recentemente sollevato dubbi sulla gestione economica e logistica del progetto, alimentando la necessità di indagini più approfondite.

Tra le criticità evidenziate figurano l’acquisizione del terreno da parte di Ama e la mancanza di trasparenza nella documentazione fornita.

Dettagli sul progetto del termovalorizzatore

Il termovalorizzatore di Santa Palomba, con un investimento previsto di circa un miliardo di euro, avrà la capacità di trattare 600.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati ogni anno, pari al 54% del totale cittadino.

Il progetto, guidato da Acea, prevede una struttura in grado di produrre 65 megawatt di energia elettrica, sufficienti per soddisfare i consumi di 200.000 famiglie.

Inoltre, l’impianto includerà una serra, un percorso ecologico e spazi dedicati al coworking. La tariffa stimata per lo smaltimento è di 176 euro a tonnellata, inferiore agli attuali costi di invio dei rifiuti verso il Nord Italia e l’estero.

Criticità e questioni ambientali

La scelta di Santa Palomba ha generato controversie legate all’impatto ambientale e ai costi sostenuti. L’indagine della Corte dei Conti sta verificando l’aumento dei prezzi per l’acquisto del terreno.

Nel frattempo, il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del progetto, sottolineando come esso rispetti i principi di autosufficienza e prossimità nello smaltimento dei rifiuti.

Tuttavia, restano aperte le preoccupazioni legate alla sostenibilità ambientale e alla salute pubblica, specialmente in un contesto di emergenza rifiuti che grava su Roma da anni.