Termovalorizzatore, la Regione boccia la questione pozzi: stop al progetto? Il comune: "Si va avanti"
Ospite in collegamento: Giuseppe Girardi, coordinatore "Unione comitati contro l’inceneritore"L'impianto destinato a bruciare 600mila tonnellate di rifiuti l'anno, meglio noto come termovalorizzatore di Santa Palomba, sta diventando sempre di più oggetto di scontro politico. L'ultima miccia che ha fatto scoppiare il dibattito riguarda la creazione di pozzi e il secco no della Regione: "Consumerebbero troppa acqua". Esulta il fronte di AVS, ma il PD replica che il progetto va avanti.
Facciamo un passo indietro. Le fonti di approvvigionamento idrico per l'impianto sono sostanzialmente tre: l’acqua piovana, le acque reflue in uscita dal depuratore di Albano Laziale e la condensazione del vapore acqueo proveniente dai fumi della caldaie. Se le tre opzioni non fossero sufficienti, allora si ipotizzava di creare dei pozzi. Alternativa non più possibile perché la Regione Lazio l'ha bocciata.
Il comune: "Il progetto va avanti"
Una notizia che ha scatenato l'ennesimo dibattito politico: schieramenti diversi che vogliono cose diverse.
“Non esiste alcun rischio di stop per la realizzazione dell’impianto di Santa Palomba. La procedura autorizzativa PAUR è regolarmente in corso, e i diversi enti coinvolti stanno inviando le loro osservazioni e richieste di integrazioni” ha detto l’assessora ai rifiuti Sabrina Alfonsi.
“Oggi Acea non può più realizzare i quattro pozzi e la condotta di 5,2 km dal depuratore di Albano-Pavona-Santa Maria in Fornarola – dice Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra –. È un passo importante per tutelare le falde e contrastare un impianto ambientalmente insostenibile”.


