Il termovalorizzatore previsto a Santa Palomba, nel quadrante sud della Capitale, rappresenta uno degli interventi più rilevanti del piano rifiuti di Roma. L’impianto, destinato a trattare fino a 600.000 tonnellate di scarti urbani all’anno e a produrre energia, ha ottenuto il via libera attraverso un contratto di concessione firmato il 6 maggio 2025. Mentre la documentazione ufficiale prevede l’entrata in funzione entro i primi mesi del 2029, l’amministrazione comunale continua a sostenere che il sito sarà attivo già nell’estate 2027. La differenza di tempistiche, legata a stime contrattuali e iter realizzativi, apre un confronto serrato sui costi, sul trasporto dei rifiuti e sull’impatto ambientale in una zona già oggetto di proteste da parte dei residenti.
Progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba: caratteristiche e tempistiche
L’accordo siglato tra Roma Capitale e il consorzio privato RenewRome Srl prevede la progettazione, costruzione e gestione per oltre tre decenni di un impianto dedicato al trattamento dei rifiuti urbani. Il termovalorizzatore sorgerà nell’area di Santa Palomba e sarà dimensionato per gestire una quantità massima di 600 mila tonnellate di rifiuti ogni anno. L’impianto non si limiterà allo smaltimento, ma sarà in grado di generare energia elettrica, contribuendo alla produzione locale di energia da fonti alternative.
Secondo i tempi stabiliti nel contratto, il ciclo completo prevede 7 mesi per la preparazione dell’area, 32 mesi per la realizzazione dell’impianto e altri 5 mesi per le prove tecniche e l’avvio operativo. Sommando tutte le fasi, si giunge a un totale massimo di 44 mesi. Se tali previsioni fossero rispettate senza ritardi, l’impianto entrerebbe in funzione nei primi mesi del 2029. Tuttavia, l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri mantiene la data del 2027 come obiettivo per l’avvio effettivo.
Differenze tra cronoprogramma ufficiale e dichiarazioni del Comune
Il contratto stipulato tra il Comune di Roma e RenewRome contiene tempistiche massime, considerate come valori limite entro cui completare le opere. L’amministrazione comunale sottolinea che si tratta di un intervallo temporale estendibile solo in caso di imprevisti procedurali o tecnici, e non di un termine certo. Per questo motivo, il Campidoglio continua a indicare l’estate 2027 come periodo verosimile per l’accensione dell’impianto.
Il consorzio vincitore della gara è composto da Acea Ambiente (57%), Suez Italy (30%), Kanadevia Inova (9,9%), Vianini Lavori (3%) e RMB (0,1%). Il contratto, della durata complessiva di 33 anni e 7 mesi, comprende anche la gestione operativa per tre decenni, durante i quali il termovalorizzatore dovrà mantenere costante l’efficienza energetica e il rispetto delle normative ambientali.
Impatti economici e aggiornamento dei costi nel lungo termine
Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione riguarda il costo del trattamento dei rifiuti. Il sindaco aveva inizialmente comunicato una cifra pari a 178,50 euro per tonnellata. Tuttavia, secondo i documenti ufficiali, il prezzo reale applicato da RenewRome a partire dall’entrata in funzione sarà soggetto a rivalutazione annuale, legata all’indice Istat (stimato intorno al 2%).
In base a queste proiezioni, qualora l’impianto fosse operativo nel 2029, Ama (Azienda Municipale Ambiente) dovrebbe versare circa 213 euro a tonnellata. Entro il 2058, ultimo anno della concessione, il costo potrebbe superare i 370 euro a tonnellata. L’evoluzione dei costi dipenderà direttamente dal momento di avvio dell’impianto e dalla sua continuità operativa nei decenni successivi.
Criticità legate alla logistica dei rifiuti e possibili soluzioni ferroviarie
Oltre ai tempi e ai costi, il progetto solleva interrogativi anche in merito alla logistica. Il termovalorizzatore di Santa Palomba è stato progettato per accogliere fino a 2.000 tonnellate di rifiuti al giorno, con un afflusso stimato di almeno 100 mezzi pesanti quotidiani. Questo punto ha generato malcontento tra i residenti della zona, preoccupati per l’aumento del traffico, dell’inquinamento acustico e delle emissioni.
Per ovviare a questi problemi, il Comune ha avviato un progetto in collaborazione con Ferrovie dello Stato per trasferire parte del conferimento rifiuti su rotaia. Tuttavia, tale ipotesi non risulta ancora recepita nella documentazione predisposta da RenewRome. L’utilizzo del trasporto ferroviario potrebbe alleggerire l’impatto sulla viabilità locale, ma necessita di ulteriori valutazioni tecniche e di compatibilità infrastrutturale.
Possibilità di utilizzo da parte di altri comuni e scenari futuri
Il contratto non esclude completamente che anche altri comuni limitrofi possano conferire rifiuti nell’impianto di Santa Palomba. Sebbene il progetto sia stato dimensionato tenendo conto esclusivamente della produzione di rifiuti della città di Roma, nulla vieta, almeno a livello normativo, l’estensione del servizio a territori circostanti. Ciò potrebbe generare ulteriori dibattiti su gestione, priorità e sovraccarico dell’impianto.
Con l’approvazione del progetto e l’inizio dei cantieri previsti entro la fine dell’estate 2025, si aprirà una nuova fase per la gestione integrata dei rifiuti della Capitale. L’effettiva messa in esercizio del termovalorizzatore segnerà un punto di svolta per un sistema che per anni ha mostrato fragilità, inefficienze e criticità strutturali.