La Commissione parlamentare sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti, nota come Commissione Ecomafie, ha pubblicato una relazione riguardante la gestione dei rifiuti di Roma e il sito di Malagrotta. Un capitolo specifico è dedicato al termovalorizzatore di Santa Palomba, promosso dal sindaco e commissario per la gestione dei rifiuti della Capitale, Roberto Gualtieri. Tuttavia, i comitati NoInc contestano alcune affermazioni della relazione, ritenendo che includano inesattezze attribuibili a informazioni fuorvianti fornite da Ama o altri auditi.
La relazione della Commissione Ecomafie sul Termovalorizzatore di Santa Palomba
Nel capitolo 13 della relazione, intitolato "Il termovalorizzatore di Santa Palomba e le relative controversie", la Commissione evidenzia che in Italia ed Europa non esistono impianti operativi basati su tecnologie alternative all’incenerimento per il recupero energetico dai rifiuti indifferenziati. Queste tecnologie richiedono il pretrattamento dei rifiuti, generando scarti che necessitano comunque di discariche o inceneritori.
La relazione sottolinea che il Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti sconsiglia tali soluzioni per via degli impatti ambientali elevati, incluse le emissioni di gas serra. Inoltre, il recupero di materia dai rifiuti residui non differenziati si presenta come un processo complesso e mai attuato su larga scala, data la contaminazione e l’eterogeneità dei materiali coinvolti. La Commissione conclude che queste tecnologie non offrono, al momento, garanzie sufficienti in termini di costi, efficienza e impatti ambientali.
Le critiche dei comitati NoInc
I comitati NoInc, tra cui Rete Tutela Roma Sud, contestano la relazione della Commissione, ritenendo che sottovaluti le potenzialità delle tecnologie alternative già implementate in Paesi come Polonia, Israele e Giappone. Secondo i comitati, queste tecnologie potrebbero consentire un maggiore recupero di materia, riducendo l’impatto ambientale e la dipendenza dalle importazioni di materie prime.
Un’altra critica riguarda la scelta del sito di Santa Palomba per il termovalorizzatore. I comitati denunciano che l’area era inizialmente considerata inidonea per impianti di smaltimento, come indicato dalla mappatura della Città Metropolitana. Tuttavia, una modifica alla mappa nel novembre 2022 ha permesso l’inclusione del sito, decisione che i comitati attribuiscono all’inerzia della Regione Lazio nell’approvazione della perimetrazione del campo pozzi Laurentino.
Inquinamento e rischi ambientali per Santa Palomba
La Rete Tutela Roma Sud sottolinea che Santa Palomba è già soggetta a elevati livelli di inquinamento, come certificato dall’ARPA e dall’ERAS. Questa situazione ha portato il Comune di Albano a richiedere l’istituzione di un’area ad alto rischio di crisi ambientale, in conformità alla legge regionale n. 13/2019.
Secondo i comitati, la scelta del sito non è avvenuta in base a criteri tecnici previsti dal Piano Regionale, ma per evitare le proteste della popolazione residente in altre aree come Ponte Malnome. Questo approccio, secondo i critici, ignora le implicazioni ambientali e sanitarie documentate per la zona di Santa Palomba.