Pomezia, Ardea e Ariccia hanno avviato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento, e in via preliminare la sospensiva, dell’ordinanza con cui il commissario straordinario dei rifiuti Roberto Gualtieri ha autorizzato la realizzazione del termovalorizzatore di Santa Palomba. La firma è arrivata nel corso di un incontro pubblico all’hotel Selene di Pomezia, dove i sindaci e i rappresentanti istituzionali del territorio hanno ribadito la contrarietà all’impianto previsto al confine sud della Capitale.
La firma del ricorso e il messaggio ai territori
Alla conferenza hanno preso parte la sindaca di Pomezia Veronica Felici, il senatore di Fratelli d’Italia Marco Silvestroni, i candidati sindaco Ferrarini e Papalia e i sindaci Cermonini (Ardea) e Staccoli (Ariccia). Felici ha scandito: “Abbiamo lanciato un segnale forte e chiaro: sul termovalorizzatore di Santa Palomba continueremo ad oltranza la nostra battaglia”. A margine dell’incontro, ha inoltre sottolineato che il commissario straordinario dei rifiuti “ha collocato il termovalorizzatore sul confine di Roma e, quindi, ai confini con le nostre città”.
Le ragioni del no e gli atti già presentati
La prima cittadina ha chiarito la posizione dei Comuni dell’area: “Non siamo contro la soluzione del problema dei rifiuti. Siamo contro l’idea che questa soluzione venga scaricata sempre sugli stessi territori. Roma decide e i Comuni limitrofi subiscono: questo metodo è inaccettabile”. La sindaca ha ricordato che “questa battaglia non nasce oggi”, ripercorrendo gli atti già messi in campo, dalla delibera del Consiglio comunale del 18 luglio 2023 ai ricorsi amministrativi, fino alle osservazioni tecniche e al dissenso nel procedimento autorizzativo, oltre al nuovo ricorso contro il provvedimento autorizzativo unico regionale.
Gli effetti attesi e la tutela del territorio
Dal fronte dei Comuni limitrofi è arrivata la conferma dell’intenzione di proseguire nelle sedi istituzionali. Il sindaco di Ardea ha annunciato di volere “lottare fino alla fine, facendo tutti i ricorsi possibili” e ha messo in guardia sul rischio di “svalorizzazione degli immobili e delle attività turistiche e agricole del nostro territorio”. Felici ha concluso: “Continueremo a difendere la salute dei cittadini, l’ambiente, le risorse idriche, la viabilità e il futuro del nostro territorio. No alle decisioni calate dall’alto, sì al diritto di Pomezia di contare”, rivendicando “un segnale di unità della provincia di Roma”.