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Termini, due arresti ad Amburgo per l’aggressione al funzionario

Termini, due arresti ad Amburgo per l’aggressione al funzionario

immagine di repertorio (foto da Pexels)

Due cittadini tunisini di 26 e 19 anni sono stati arrestati ad Amburgo in relazione all’aggressione avvenuta lo scorso 10 gennaio alla stazione Termini di Roma, dove un funzionario 57enne del Ministero delle Imprese e del Made in Italy era stato brutalmente colpito. I due sono stati rintracciati e fermati dalla polizia di Stato in esecuzione di un mandato di arresto europeo, al termine di un’attività investigativa che ha coinvolto più articolazioni specialistiche.

Le indagini e gli arresti

Gli investigatori della Squadra Mobile, con il supporto dello Sco e del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, hanno localizzato i due sospettati ad Amburgo, procedendo all’arresto in coordinamento con le autorità tedesche. Secondo quanto ricostruito, l’operazione si inserisce in un quadro già delineato di provvedimenti restrittivi: per la stessa aggressione, in precedenza, erano già state arrestate altre sei persone. Il lavoro congiunto tra gli uffici investigativi ha consentito di consolidare gli elementi utili all’emissione del provvedimento europeo e di intercettare i due presunti responsabili all’estero.

Le condizioni della vittima

La vittima, un funzionario 57enne del dicastero economico, è uscita dal coma ma le sue condizioni restano definite critiche. Le verifiche mediche proseguono e lo stato clinico è attentamente monitorato, mentre l’inchiesta continua per ricostruire ogni fase dell’aggressione avvenuta a Termini e definire con precisione i ruoli dei diversi indagati.

Il coordinamento internazionale

Il ricorso al mandato di arresto europeo e il coinvolgimento del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia evidenziano il carattere transnazionale dell’operazione. Il raccordo tra le strutture italiane e le autorità tedesche ha permesso di intervenire rapidamente, assicurando alla giustizia i due giovani rintracciati in Germania. Le attività proseguiranno per completare il quadro accusatorio e sostenere l’azione dell’autorità giudiziaria competente.