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Taxi in Campidoglio: protesta contro l’abusivismo a Roma

Taxi in Campidoglio: protesta contro l’abusivismo a Roma

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Si è svolta martedì mattina in piazza del Campidoglio la protesta dei tassisti contro l’abusivismo nel trasporto pubblico non di linea. Secondo i partecipanti al sit-in, il fenomeno inciderebbe in modo crescente sul servizio e richiederebbe regole uniformi e verifiche puntuali. Tra gli slogan, i manifestanti hanno scandito «Stop all'illegalità, Gualtieri dove sei?» ed esposto uno striscione con la scritta «Stop abusivismo! Gualtieri dove sei?».

La manifestazione in piazza del Campidoglio

I tassisti hanno denunciato comportamenti ritenuti irregolari da parte di operatori privati che gravitano attorno al comparto. La richiesta avanzata è di un intervento chiaro del Comune per assicurare controlli effettivi e condizioni di concorrenza eque, a tutela degli utenti e di chi lavora nel perimetro normato. L’iniziativa ha puntato l’attenzione sul bisogno di verifiche su licenze e assicurazioni per chi opera in modalità alternative al servizio taxi.

Le dichiarazioni della Cgil

Cgil: «Vigilare su licenze e assicurazioni dei privati»

«Serve una maggiore attenzione per creare regole valide per tutti, che ci permettano di lavorare in maniera corretta. Gli altri hanno licenze o assicurazioni?» ha osservato Gennaro Pacchiarotti della Cgil.

«È importante - ha spiegato Gennaro Pacchiarotti della Cgil - che le regole vengano rispettate. Il problema è che mentre verso il mondo dei taxi c'è un'attenzione pazzesca, chi è intorno a noi viaggia liberamente. Noi chiediamo che tutto ciò che è fiorito di alternativo intorno al trasporto pubblico non di linea sia governato. Bisogna capire se gli altri hanno licenze o assicurazioni. Serve una maggiore attenzione per creare regole che ci permettano di lavorare in maniera corretta. Non possiamo entrare in competizione coi privati, perché la nostra vocazione è quella di aiutare il servizio pubblico della città colmando i deficit».

Le richieste al Comune

I promotori del sit-in sollecitano un quadro di regole chiare e controlli costanti che garantisca la tracciabilità degli operatori e la sicurezza degli utenti. Al centro, la domanda di una governance capace di ricondurre a legalità ogni attività alternativa, evitando sovrapposizioni e disparità tra chi è soggetto a verifiche stringenti e chi, secondo i tassisti, agisce senza gli stessi obblighi.