C’è una misura che potrebbe aiutare a ridurre le lunghe attese dei servizi taxi. Si chiama la seconda guida ed è la possibilità di estendere l’attività ad un parente o ad un collaboratore per un turno extra di quattro o sette ore. In questo modo si migliorerebbe la qualità del servizio e, a tal proposito, i sindacati stimano un’adesione tra il 10 e il 15 per cento. Su circa 7.672 licenze, sulle strade di Roma ci sarebbero dalle 760 alle 1.150 auto in più.
File sempre più lunghe
A Termini le attese si fanno sempre più lunghe, così come le file ad attendere un taxi. Per sopperire ad un disagio simile, l’idea è quella di aumentare le vetture disponibili anche in vista del boom turistico e ai tanti eventi che la Capitale propone.
«Siamo molto favorevoli alle seconde guide - spiega Alessandro Atzeni di Uil Traporti Lazio - possono essere una soluzione per i momenti di maggiore richiesta. La speranza è che almeno il 10-15 per cento dei tassisti aderisca e che l’impatto sia pari all’immissione di 1.000-1.200 nuove licenze». Oltre le speranze, c’è anche una proposta al Comune. «Come provocazione suggeriamo che il Comune assuma i tassisti, ci dica quando e dove lavorare a seconda delle esigenze ma garantendo un salario tutto l’anno, anche d’inverno quando si lavora molto poco».
Migliorare metro e bus
Il segretario nazionale di Unica Taxi Cgil, Nicola Di Giacobbe, dice: «Ci auguriamo che la seconda guida abbatta le code, i tassisti si sono messi a disposizione, ma crediamo che non basterà. Riteniamo che il problema non sia legato ad alcune fasce orarie o ai grandi eventi, bensì al servizio di linea che non funziona». Poi continua dicendo che «è una follia pensare che la macchina con l’autista sia diventata l’esigenza principale dei cittadini in termini di mobilità, in Italia e a Roma». Motivo per cui «il governo, la Regione e il Comune dovrebbero occuparsi di migliorare metropolitane e bus».
La questione della viabilità
Il presidente di Radiotaxi 3570, Lorenzo Bittarelli, aggiunge che il vero problema della questione è la viabilità. «I taxi non possono rimanere imbottigliati nel traffico, è normale che si creino lunghe code di persone in attesa... Possiamo rilasciare anche 10mila nuove licenze, ma se è tutto paralizzato...». da non trascurare l’organizzazione dei turni. «Abbiamo fatto proposte dettagliate, analitiche all’amministrazione per rimodulare l’offerta in base ai picchi di richiesta ed evitare l’affollamento ai parcheggi negli orari di minore afflusso, ma non ci hanno mai risposto».
Da Ugl taxi invece, Alessandro Genovese conferma il problema dell’ostruzione di alcune zone. «Le file sono ovunque, per i Musei Vaticani il serpentone di turisti parte da piazza Risorgimento. E poi tra metro chiusa alle 21, traffico, cantieri, velocità commerciale certificata di 12 chilometri orari neanche altri 150mila taxi risolverebbero il problema».