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Tari a Roma, oltre mille ricorsi in soli 15 giorni: la risposta di Ama

Tari a Roma, oltre mille ricorsi in soli 15 giorni: la risposta di Ama

tari roma

Nel mese di gennaio 2025, oltre mille cittadini romani hanno presentato ricorso alla Corte Tributaria contro gli avvisi di accertamento Tari emessi da Ama, l'azienda municipale dei rifiuti. Questi ricorsi riguardano principalmente errori nelle bollette della tassa sui rifiuti, con la richiesta di annullamento delle somme richieste. Le contestazioni sono emerse dopo l'invio di migliaia di avvisi da parte di Ama, legati al recupero di evasione e morosità. La situazione potrebbe portare a un aumento dei ricorsi, mentre l'azienda riconosce alcuni errori nel processo di accertamento.

Aumenti e ricorsi: la situazione della Tari a Roma

A partire da novembre 2024, Ama ha inviato oltre 138.000 avvisi di accertamento per il recupero della tassa sui rifiuti, riguardanti utenze non registrate nella banca dati Tari. L’azienda ha avviato una serie di verifiche per identificare i contribuenti che non avevano pagato la Tari o che risultavano non iscritti correttamente.

Tuttavia, molti cittadini hanno contestato l’imprecisione degli avvisi, in particolare per gli immobili dati in affitto o venduti anni prima dell'accertamento. Il risultato è stato un afflusso massiccio di ricorsi, con oltre mille impugnazioni presentate nei primi quindici giorni di gennaio 2025.

Gli errori nella gestione dei dati

Le contestazioni derivano in gran parte dalla gestione delle informazioni nella banca dati Tari, che potrebbe non essere stata aggiornata correttamente.

Secondo quanto riportato da alcune fonti, le verifiche sono state effettuate su dati anagrafici che non riflettevano correttamente la situazione degli immobili, con conseguente richiesta di pagamento a persone che non dovevano essere soggette alla tassa.

In alcuni casi, gli accertamenti hanno riguardato anche coloro che avevano venduto la loro proprietà diversi anni prima, un errore che potrebbe compromettere la validità degli accertamenti e costringere il Comune a sostenere le spese legali.

La reazione di Ama e le soluzioni per i cittadini

Ama ha dichiarato che, nonostante la vastità dell'operazione di recupero della morosità, alcuni errori sono inevitabili. L’azienda ha anche messo a disposizione sportelli per assistere i cittadini e chiarire eventuali dubbi, offrendo la possibilità di approfondire la propria situazione.

Questi sportelli sono stati attivati in diverse zone della città, come Via Capo d’Africa, Via Torre Annunziata e Via Amenduni a Ostia, con prenotazione obbligatoria. Ama ha ribadito che la situazione è complessa, considerando che non si era mai effettuata un’operazione di recupero di questa portata.

Il continuo afflusso di ricorsi potrebbe portare a un sovraccarico della Corte Tributaria, con il rischio che il Comune di Roma debba sostenere ingenti costi legali. Se i ricorsi venissero accolti, infatti, l’amministrazione sarebbe obbligata a restituire le somme pagate erroneamente dai cittadini.

Inoltre, i ricorsi potrebbero costituire un precedente che influenzerebbe le future politiche di recupero dei tributi da parte di Ama. La questione resta aperta, con l'incertezza riguardo alle risposte legali e alle possibili soluzioni che verranno adottate per correggere gli errori nel sistema di accertamento.