Ricerca nel Sito

Tar Lazio: ricorso Nursing Up inammissibile sull’assistente infermiere

Tar Lazio: ricorso Nursing Up inammissibile sull’assistente infermiere

Tar_Lazio__ricorso_Nursing_Up_inammissibile_sull_assistente_infermiere

Il Tar Lazio, Sezione Terza Quater, ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso da Nursing Up contro il DPCM 28 febbraio 2025 che recepisce l’Accordo Stato-Regioni istitutivo dell’Assistente infermiere. La decisione, assunta nella camera di consiglio del 9 giugno 2026, contiene indicazioni chiave sui limiti operativi del nuovo profilo, sulla supervisione infermieristica e sulla somministrazione dei farmaci.

La decisione del tribunale e i profili di ammissibilità

I giudici amministrativi hanno rilevato l’assenza di un interesse omogeneo dell’intera categoria professionale rappresentata dal sindacato, richiamando anche la costituzione ad opponendum della FNOPI, che ha assunto una posizione contraria rispetto ai ricorrenti. Il Tar evidenzia inoltre la sottoscrizione da parte di Nursing Up del CCNL del Comparto Sanità in cui è previsto il profilo dell’Assistente infermiere: elemento che concorre alla declaratoria di inammissibilità. Il provvedimento impugnato non viene quindi annullato e resta efficace nel Lazio e a livello nazionale.

Compiti, limiti e supervisione dell’assistente infermiere

Pur fermandosi alla soglia processuale, il Tar esamina il merito delle censure e richiama il DM 739/1994: l’infermiere resta responsabile dell’assistenza generale e può avvalersi di personale di supporto. L’Assistente infermiere si inserisce in questo quadro, operando in contesti a bassa discrezionalità e alta standardizzazione. La sentenza sottolinea che la figura «non ha una propria autonomia nell’individuare il piano assistenziale» e che agisce «esclusivamente quale figura di ausilio». Sulla terapia, l’Allegato 1 dell’Accordo prevede che, in stabilità clinica e nei trattamenti cronici, il profilo possa preparare e far assumere farmaci; per le vie intramuscolare e sottocutanea resta necessaria la preventiva valutazione dell’infermiere con relativa supervisione.

Implicazioni per Roma e il Lazio

Per aziende sanitarie, ospedali, strutture territoriali e RSA del territorio, l’inserimento dell’Assistente infermiere richiede procedure chiare su responsabilità, tracciabilità delle attribuzioni e condizioni clinico-assistenziali. La presenza dell’infermiere, con valutazione professionale e, quando previsto, supervisione, rimane imprescindibile: non si configura una sostituzione automatica nelle dotazioni organiche, ma un’integrazione organizzativa da attuare con criteri rigorosi.