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Tar Lazio ferma il parcheggio tra via Homs e via Tripoli

Tar Lazio ferma il parcheggio tra via Homs e via Tripoli

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Stop al progetto del parcheggio tra via Homs, via Tripoli, via Cirenaica e via Assab, nel quartiere Africano di Roma. La sezione Quinta Quater del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato nel luglio scorso da residenti e associazioni, annullando la delibera comunale dell’aprile 2025 che apriva a una convenzione triennale con la società privata Homs Green Park per la realizzazione e gestione di quasi 300 stalli. Salvo impugnazioni, l’intervento non potrà procedere.

Che cosa ha deciso il tribunale

I giudici hanno chiarito che l’uso temporaneo di un’area in deroga al Piano regolatore è possibile solo se l’uso preesistente è legittimo. Per l’area in esame, trasformata in parcheggio privato dal 2006, questa legittimità non sussiste. In sentenza si legge: “per la concessione dell’uso temporaneo grava in capo all’ente un preciso onere di istruttoria circa lo stato legittimo della preesistenza: cosa che nel caso di specie non è avvenuta (…). Dagli atti risulta che la stessa amministrazione comunale ha accertato la presenza di opere non sanabili (…) il che ne presuppone il carattere radicalmente illegittimo sia in relazione al piano regolatore attuale sia in relazione a quello previgente”.

Il contesto nel II municipio

La decisione arriva a quattro anni dalla chiusura del precedente parcheggio, disposta dal Comune, e dopo la firma della convenzione con il privato. L’area, destinata a verde pubblico e servizi, è al centro di una vicenda ventennale. Nel 2021 la società GPI Srl tentò un ampliamento con nuovi stalli; a giugno 2022 i vigili apposero i sigilli dopo il respingimento della Scia. Nel territorio rimane forte la richiesta di un Parco Tripoli a servizio del quartiere.

I criteri sugli usi temporanei

Il Tar richiama la delibera 69 del 17 aprile 2023 di Roma Capitale, che indirizza gli usi temporanei verso la rigenerazione urbana, l’incremento di spazi pubblici e il non consumo di suolo previsto dal decreto del presidente della Repubblica 380 del 2001. I giudici sottolineano: “a fronte di tale auto-vincolo alla propria discrezionalità, pare evidente che l’amministrazione abbia travalicato i limiti del proprio potere: la legittimazione delle opere oggetto del progetto di concessione di uso temporaneo, con particolare riferimento al piazzale asfaltato, infatti costituirebbe un intervento di segno chiaramente contrario all’indirizzo dato dall’amministrazione agli usi temporanei, con particolare riferimento al divieto di impermeabilizzazione dei suoli”.

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Le reazioni dal territorio

Nel II municipio è arrivato l’intervento della consigliera Barbara Auleta (Avs). “La richiesta era che la proprietà realizzasse il parcheggio (di cui pure certamente c’è bisogno), nel rispetto delle regole, depavimentando l’area (così da consentire il drenaggio dell’acqua piovana) e ripristinando sul resto il verde pubblico che nel tempo è stato soppresso. Purtroppo è stato necessario ricorrere al giudice per tutelare l’interesse pubblico. Un enorme ringraziamento ai cittadini che si sono fatti carico di questo gravoso impegno”.