Ricerca nel Sito

Tajani dopo lo scontro Trump-Meloni: rapporti con gli Usa da tutelare

Tajani dopo lo scontro Trump-Meloni: rapporti con gli Usa da tutelare

Finto_funzionario_a_Palazzo_Chigi__truffa_da_150mila_euro__arrestato_33enne

All’indomani delle tensioni diplomatiche tra Donald Trump e Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani invita ad abbassare i toni e a difendere la relazione con gli Stati Uniti nel quadro della piena sovranità italiana. Il titolare della Farnesina ribadisce la centralità del legame transatlantico e conferma i prossimi impegni, compresa la celebrazione del 4 luglio a Villa Taverna.

Il richiamo a toni più bassi

Il ministro chiede una de-escalation verbale per evitare ricadute su politica ed economia: «Al punto in cui bisogna abbassare i toni e lavorare. La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati, a cui è stato sacrosanto rispondere. Essere alleati leali degli Usa, come siamo, non significa rinunciare alla nostra sovranità: non siamo sudditi di nessuno. Adesso occorre evitare che tutto questo si traduca in un danno politico, economico e diplomatico: l’Italia e l’Europa hanno bisogno di un rapporto solido con gli Usa, allo stesso modo gli Usa hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia».

Alleanza e sovranità

Tajani riafferma il valore del partenariato economico e strategico con Washington: «Il rapporto storico con gli Stati Uniti, nostro alleato strategico, e la consapevolezza che quel rapporto va gestito con maturità. Sono moltissime le imprese italiane che lavorano in America e con gli Usa, con vantaggi reciproci». E precisa la linea: «L’Italia non offre. E mi auguro che gli Usa non pretendano. Lavoriamo insieme per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, per ridurre la dipendenza da aree instabili, per sviluppare nuove tecnologie».

Dossier e appuntamenti

Sui contatti con Washington, il ministro sottolinea il dialogo aperto: «I contatti con il segretario Rubio non si sono mai interrotti. Il nostro è un rapporto franco. L’ho informato della decisione di non andare al Forum a Miami, ma ci vedremo al Vertice Nato di Ankara». Sulla parziale retromarcia a Miami puntualizza: «L’annullamento dell’incontro è stato un segnale, non un capriccio ma la risposta a un attacco ingiustificato del presidente Trump». In vista del 4 luglio, conferma: «Andrò, a testa alta, a festeggiare i 250 anni dall’Indipendenza di un grande Paese libero e democratico: l’altro volto dell’Occidente, che deve restare unito. L’Italia è amica del popolo americano. Lo era con Reagan, Bush padre e figlio, Clinton, Obama e Biden. Lo è ancora. E siamo orgogliosi che milioni di italo-americani abbiano contribuito a rendere grande l’America».

La linea atlantica

Il perimetro politico resta netto e imparziale: «Credo che nessuno nel governo abbia mai confuso l’alleanza con il popolo americano, con gli Usa, e l’adesione personale a un leader. L’atlantismo non è trumpismo, bidenismo, obamismo. È una scelta di campo strategica. Nessun riposizionamento. Parlerei di una linea chiara: amicizia con gli Stati Uniti, sovranità dell’Italia, più Europa nella Nato».