Il portiere della Roma Mile Svilar apre una finestra sul proprio mondo interiore e professionale, mettendo al centro il lavoro mentale che accompagna ogni gara. Dice Svilar. "Il mio vero nemico è il pensiero". Prosegue. "Penso, è più difficile di parare. Perché è più semplice essere sempre sotto pressione con gli interventi, lì non hai tempo di ragionare, ti aiuti con l'istinto. Ma in una squadra dominante come la Roma che la maggior parte delle partite la gioca dall'altra parte del campo, io passo molto tempo solo con me stesso. E devo pensare. E penso negativo, un portiere deve farlo, deve ipotizzare lo scenario peggiore".
Preparazione mentale e studio degli avversari
Per governare i pensieri negativi, Svilar affida parte della sua routine alla psicologia dello sport. Spiega. "Nel giorno della partita faccio una seduta con il mio mental coach, facciamo visualizzazione, respirazione". L’estremo difensore sottolinea anche l’importanza del tempismo nelle uscite. "Credo di avere tempismo nelle uscite basse". E racconta il metodo di preparazione tecnica, con sedute video settimanali e analisi nel giorno gara. Individua un avversario ostico. "Malen, fa sempre gol pure in allenamento" conferma. Indica inoltre due colleghi che apprezza in Serie A: "Maignan e Carnesecchi".
Libertà di scelta tra i pali
Nella Roma attuale, Svilar sottolinea un principio guida condiviso con lo staff tecnico: pragmatismo e attenzione al rischio. Afferma. "Sa in che cosa il mister è differente - dice ancora - che mi lascia libero nelle scelte. Proviamo qualcosa con i piedi anche se è un po' più difficile con le nuove regole, ma non vogliamo mai prendere rischi inutili. Nel calcio di oggi tutti vogliono inventarsi qualcosa dal basso ma è esagerato, gli errori costano punti".
Nessun contatto con la Juventus
Sulle voci di mercato, il portiere è netto e sgombra il campo dai dubbi. Precisa. "Non ho avuto neppure un colloquio su questa cosa, non sono uno che firma un rinnovo e l'anno dopo rinnega la scelta fatta". E non manca un accenno alla cura dell’alimentazione, tra sacrifici e rinunce. "Adoro mangiare, pasta e pizza e soprattutto invidio i miei compagni che possono mangiarla sempre, io una volta a settimana per il mio metabolismo".
De Rossi e lo sguardo alla prossima gara
Nel suo percorso in giallorosso, Svilar riconosce un punto di svolta nel rapporto con De Rossi. Risponde alla domanda del giornalista. "Mi ha cambiato la vita, forse oggi non sarei alla Roma senza di lui". L’orizzonte, intanto, resta il campo e la sfida che attende i giallorossi. Conclude. "Non vediamo l'ora di giocare per misurarci contro la squadra più forte del campionato".