La violenza sessuale subita da una giovane studentessa, avvenuta nei pressi della stazione Jonio, ha scosso Roma e riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana. A intervenire pubblicamente è stata l’assessora capitolina Monica Lucarelli, che ha espresso vicinanza alla vittima e sottolineato come quanto accaduto non possa essere considerato un fatto isolato né archiviato come una semplice emergenza.
“La violenza subita da una studentessa nei pressi della stazione Jonio è un fatto grave. A lei va il sostegno della città. Quando parliamo di sicurezza urbana parliamo della libertà di noi donne: quella ragazza potrebbe essere nostra figlia, una sorella, un’amica. La libertà di vivere la città senza paura, di giorno e di notte, è un diritto che non può essere messo in discussione", ha dichiarato l’assessora.
Sicurezza come politica strutturale
Nel suo intervento, Lucarelli ha ribadito che la tutela delle persone, e in particolare delle donne, deve diventare una priorità costante delle istituzioni e non una risposta episodica ai fatti di cronaca. "Le istituzioni - continua - hanno il dovere di affrontare questo tema in modo strutturale, non soltanto quando emerge un episodio drammatico. La sicurezza urbana è una politica pubblica che incide sulla qualità della vita, sulla partecipazione sociale e sull’indipendenza di chi la città la abita e la attraversa".
L’assessora ha inoltre evidenziato come la percezione di sicurezza sia legata anche alla possibilità di muoversi liberamente negli spazi urbani, senza paura, a qualsiasi ora.
Più risorse e un impegno condiviso
Secondo Lucarelli, per rafforzare realmente i livelli di sicurezza serve un impegno più incisivo da parte dello Stato, soprattutto nelle fasce orarie notturne e nelle aree considerate più esposte, come le stazioni e i nodi della metropolitana. "servono maggiori risorse da parte del Governo per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nelle ore notturne, soprattutto nelle aree sensibili intorno alle stazioni e nei nodi metropolitani. La sicurezza non può essere lasciata esclusivamente ai Comuni: richiede interventi nazionali, piani condivisi e finanziamenti adeguati. Roma sta facendo la sua parte: investiamo in prevenzione, rete antiviolenza, formazione, illuminazione degli spazi pubblici, videosorveglianza e interventi mirati nelle aree più esposte. La cura e la trasformazione degli spazi sono fattori di libertà: un ambiente vissuto, illuminato e mantenuto riduce le condizioni di vulnerabilità, soprattutto per le donne che vivono la città nelle ore serali e notturne".
Indagini rapide e richiesta di una strategia nazionale
L’assessora ha infine ringraziato le forze dell’ordine per la tempestività delle indagini, ribadendo però che serve un sistema stabile e coordinato per prevenire nuovi episodi. "Ringrazio la Procura e i Carabinieri per la rapidità nelle indagini. La risposta istituzionale deve andare oltre l’emergenza: ogni episodio richiama la necessità di un sistema permanente e coordinato. Serve una strategia condivisa tra città, regioni e Governo per proteggere la libertà delle donne e garantire sicurezza reale, giorno e notte, nei luoghi urbani”, ha concluso.