Nella giornata di ieri, 21 gennaio 2025, alcuni studenti hanno organizzato un blitz di fronte al ministero dell’Istruzione per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro e la riforma Valditara.
“In occasione del terzo anniversario della morte di Lorenzo Parelli, ucciso dal profitto mentre svolgeva uno stage in alternanza scuola lavoro, siamo nuovamente scesi in piazza per indicarne i responsabili e denunciare le politiche del governo Meloni sulla scuola.” È quanto affermano gli studenti di Fronte della Gioventù Comunista che hanno manifestato ricordando le “vittime del profitto”.
Studenti dicono NO ad alternanza scuola-lavoro
Protestano contro l’alternanza scuola-lavoro: “Oggi siamo qui per continuare a lottare, per tutti i ragazzi che ogni giorno vengono mandati in fabbrica a morire, nel posto in cui dovrebbero essere istruiti.”
“A distanza di tre anni il governo non ha fatto nulla” e per questo chiedono di attivarsi a difesa di giovani come loro. “Nonostante la morte di tre ragazzi in alternanza scuola-lavoro, il governo Meloni, infatti, con l’approvazione della riforma Valditara, continua il processo di aziendalizzazione della scuola pubblica, rafforzando il sistema criminale dei PCTO (ex alternanza) che ogni anno consegna migliaia di giovani studenti al lavoro gratuito, non retribuito e senza tutele, al solo scopo di far ingrossare le tasche alle imprese.”
La riflessione poi volge verso la riduzione da 5 a 4 anni dei percorsi didattici dei tecnici e dei professionali “e, attraverso la riformulazione della valutazione del voto in condotta, vengono colpiti e criminalizzati gli studenti che alzano la testa contro la scuola-azienda, riducendo ogni forma di protesta volta al miglioramento dei propri istituti e del sistema scolastico più in generale solo ed esclusivamente ad una questione disciplinare o di ordine pubblico.”
Questa è la loro voce, il loro ‘no’ gridato a gran voce contro il governo Meloni e la scuola-azienda. Lo fanno ricordando ciò che è accaduto tre anni fa. “Tre anni fa dopo la morte di Lorenzo e poi Giuseppe e Giuliano, centinaia di migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia, contro l'alternanza e un modello di istruzione basato sulle logiche del profitto e sulle esigenze dei padroni, un modello in cui le vite di studenti e lavoratori passano sempre in secondo piano rispetto ai profitti. Oggi più che mai è necessario alzare la testa, continuare a scendere in piazza e opporsi ad un modello di scuola volto unicamente al soddisfacimento delle esigenze di mercato delle aziende e non agli interessi e ai bisogni della collettività.”