Roma, contesto in fibrillazione attorno alla squadra giallorossa. Andrea Stramaccioni, ex tecnico del settore giovanile romanista dal 2005 al 2011 e oggi opinionista per DAZN, ha offerto a Gazzetta dello Sport un’analisi netta sulla fase che il club sta attraversando tra Gasperini e Ranieri.
L’analisi: problemi strutturali oltre lo sfogo
Nel colloquio, Stramaccioni individua cause profonde, al di là degli episodi più recenti. "Credo che lo sfogo di Ranieri sia stato solo la punta dell'iceberg. Mi spiego: i problemi ci sono da tanto tempo e hanno radici più profonde. Dalle incomprensioni sui giocatori da comprare - sia in estate che a gennaio - a un disco so sul progetto e sui rin-novi. Anche perché è da li che si costruirà la Roma che verrà".
Le frizioni tecniche e l’incidenza sull’ambiente
L’ex allenatore sottolinea come le parole della vigilia abbiano inciso sul gruppo. "Premetto che è una situazione che sarebbe difficile da gestire anche altrove, non solo a Roma. Gasperini ha fatto presente che secondo lui alcuni giocatori non sono da Roma e Claudio credo abbia scelto di replicare. Conosco entrambi da tanto tempo e so che sono due grandi uomini di calcio, con un carattere forte. In particolare, sulle dichiarazioni pre partita di Ranieri, penso che siano state controproducenti, non solo per Gasperini, ma anche per la squadra in un momento così importante della stagione. Perché onestamente non vedo che benefici potesse avere rendere pubbliche alcune asserva-zioni sugli allenatori che avevano rifiutato la Roma o fare un confronto con i risultati dell'anno scorso".
I meriti di Gasperini e il tema mercato
Nell’analisi non mancano i riconoscimenti all’attuale guida tecnica. "Ha avuto la bravura e la forza di imporre le sue idee e la sua filosofia di gioco. D'altronde i Friedkin lo hanno presto per questo. Guardate Malen: con Gasp sta avendo un rendimento straordinario. Però, forse era il caso di affiancargli un altro attaccante di livello". Un passaggio che riporta al nodo programmazione e scelte sui profili offensivi.
La richiesta alla proprietà
Per Stramaccioni è il momento di una presa di posizione chiara da parte dei Friedkin. "A questo punto è necessaria. E non lo penso da oggi. I Friedkin devono scendere in campo e chiarire la situazione. Gasperini è un allenatore che hanno fortemente voluto e su cui hanno investito, che senso ha prenderlo e non supportarlo dopo pochi mesi? Stessa cosa, però, dico su Ranieri. Vanno chiariti compiti, poteri e ruoli. E possono farlo soltanto loro".
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Un simbolo in società
Infine, l’apertura a un possibile rientro di Totti in organigramma. "Totti è Totti. È la Roma. Lo prenderei di corsa. Poi, certo, la differenza la fanno sempre competenze e ruoli. Ingombrante lo diventi se non hai mansioni chiare e non c'è ordine. Ma io credo che uno come Francesco possa essere solo un valore aggiunto".