Ricerca nel Sito

Stazione di posta a Castro Pretorio, Santori: “Presentata un’interrogazione”

Stazione di posta a Castro Pretorio, Santori: “Presentata un’interrogazione”

campidoglio-detenuti-rebibbia-formati-utilizzo-compostiere

L’amministrazione Gualtieri sta realizzando nove nuove Stazioni di posta in vari quartieri della città, finanziate con circa nove milioni di euro di fondi Pnrr, senza un reale coinvolgimento dei cittadini e senza una strategia chiara per la sicurezza e il decoro urbano. Via del Casaletto, Villa Glori, via delle Vigne, via Ottorino Gentiloni, Complesso S. Michele, via Sapri, via Portuense, lungomare Toscanelli ed ex Casa di Heidi in via Comisso sono solo alcune delle aree coinvolte, senza alcuna valutazione dell’impatto sui residenti e sulle attività commerciali”.

Stazione di posta di via Sapri, la Lega: “Si tratta di scelte imposte dall’alto, che rischiano di alterare gli equilibri dei quartieri“

Così il capogruppo della Lega capitolina Fabrizio Santori, che ha presentato un’interrogazione in Aula Giulio Cesare sul progetto di via Sapri.

"Si tratta di scelte imposte dall’alto – ha spiegato - che rischiano di alterare gli equilibri dei quartieri senza adeguate misure di accompagnamento. La Lega chiede all’amministrazione di fare chiarezza sui criteri di localizzazione, di avviare un confronto con la cittadinanza e di garantire la sicurezza nelle zone coinvolte. L’apertura della Stazione di posta in via Sapri 14A, nel cuore di Castro Pretorio, ad esempio, sta già suscitando grande preoccupazione tra residenti, commercianti e aziende del quartiere, uniti nella protesta di fronte a un progetto ancora una volta calato dall’alto dal Campidoglio, e dal prezzo esorbitante: ben 622.587,07 euro, oltre Iva e oneri previdenziali e assistenziali, suddivisi tra lavori, costi per la sicurezza e spese di progettazione”.

Stazione di posta di via Sapri, Santori: “Si vuole imporre senza un adeguato confronto con chi vive e lavora nella zona”

Oltretutto, ha proseguito, “La Stazione di posta è prevista nel mezzo di un territorio dall’equilibrio già fragile sul piano della sicurezza e del decoro, ma si vuole imporre senza un adeguato confronto con chi vive e lavora nella zona, e ignorando perfino le vicine sedi diplomatiche tedesca e turca, oltre all’ambasciata britannica”, conclude Santori.

Max