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Stadio Flaminio, no definitivo al progetto di Roma Nuoto

Stadio Flaminio, no definitivo al progetto di Roma Nuoto

stadio flaminio

Il progetto presentato da Roma Nuoto per la riqualificazione dello Stadio Flaminio non riceve il via libera dall’Assemblea Capitolina. Dopo il parere negativo già espresso dalla Giunta il 3 aprile, anche l’Aula ha confermato il mancato riconoscimento dell’interesse pubblico. La trasformazione in struttura polifunzionale, con attività diversificate e una drastica riduzione della capienza, ha contribuito alla valutazione negativa. L’amministrazione ha quindi confermato la volontà di mantenere la destinazione storica dello Stadio Flaminio come spazio per eventi sportivi di alto profilo.

Il parere contrario dell’Aula Capitolina sul Flaminio

La bocciatura ufficiale da parte dell’Assemblea Capitolina segue fedelmente quanto già deliberato dalla Giunta comunale a inizio aprile. Anche in Aula, la maggioranza ha confermato la mancanza di requisiti necessari per attribuire carattere di pubblica utilità al progetto proposto da Roma Nuoto.

Le principali motivazioni riguardano la mancata coerenza con le finalità per cui lo stadio venne originariamente concepito, ovvero ospitare manifestazioni calcistiche e sportive di livello nazionale e internazionale. Il progetto, secondo i tecnici e i rappresentanti istituzionali, non rispetta tale indirizzo e si discosta dalle linee guida stabilite per la valorizzazione del patrimonio sportivo romano.

Riduzione della capienza e uso commerciale: elementi critici

Tra i punti più contestati emersi nell’analisi del progetto vi è la forte riduzione della capienza dell’impianto: dagli originari 42.000 posti si passerebbe a soli 7.500 spettatori. Tale diminuzione, secondo l’amministrazione, indebolisce sensibilmente la funzione dello Stadio Flaminio come struttura di riferimento per eventi sportivi di ampia portata.

Inoltre, la proposta include l’introduzione di attività commerciali distribuite su una superficie complessiva di 2.500 metri quadrati, accompagnate da ulteriori spazi di vendita. Queste modifiche, a detta dell’assessore Onorato, allontanano lo Stadio dalla sua missione sportiva e lo avvicinano a un modello più orientato al consumo, in contrasto con le esigenze culturali e sociali del territorio.

Impianto polifunzionale e discipline non strategiche per il territorio

La proposta avanzata da Roma Nuoto punta a trasformare lo Stadio Flaminio in un centro sportivo polivalente. Il progetto prevede piste da pattinaggio, campi da padel e piscine, disegnando un’offerta sportiva pluridisciplinare. Tuttavia, il Comune ha sottolineato come tali attività non rispondano concretamente alla domanda sportiva specifica del quadrante urbano interessato.

L’inserimento di discipline non prioritarie, unito all’assenza di eventi di rilievo nazionale e internazionale nel piano gestionale, ridimensiona le potenzialità dello stadio come impianto simbolo dello sport romano. La proposta, secondo l’amministrazione, compromette la possibilità di rilancio dell’area attraverso un modello di utilizzo coerente con la vocazione originaria.