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Nel corso della seduta del 13 marzo 2026, il consigliere capitolino del Pd Ubaldo Righetti, ex difensore giallorosso, è intervenuto in aula durante la discussione sulla delibera del Piano di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) dello Stadio della As Roma. Il suo contributo ha unito memoria sportiva e attualità amministrativa, richiamando la lunga storia di un’idea che accompagna la città e i suoi tifosi da decenni.
L'intervento in aula
Il consigliere ha preso la parola nel dibattito dedicato al Pfte dello Stadio della Roma, soffermandosi sul valore simbolico del progetto per la comunità cittadina. Per introdurre il proprio intervento, Righetti ha mostrato ai colleghi una fotografia risalente ai suoi anni in maglia giallorossa, un gesto che ha evidenziato il filo diretto tra la sua esperienza sul campo e l’odierna attività istituzionale.
Nell’occasione, ha pronunciato parole che riecheggiano tra i sostenitori romanisti: «Della costruzione dello stadio dell'As Roma si parlava dai tempi del grande presidente Dino Viola. Un grazie di cuore anche a nome di qualche migliaia di tifosi giallorossi in questa giornata storica».
Il richiamo a Dino Viola
Il riferimento al «grande presidente Dino Viola» colloca la discussione in una prospettiva temporale ampia, nella quale l’idea di uno stadio di proprietà per la Roma emerge come orizzonte ricorrente nella memoria collettiva. Le parole del consigliere, ancorate al passato e proiettate sul presente, sottolineano come la proposta sia stata più volte evocata nel corso degli anni, fino a diventare, nelle sue stesse espressioni, parte di una stagione definita storica.
Il passaggio non aggiunge elementi tecnici, ma restituisce la cornice emotiva e culturale entro cui si muove una discussione molto sentita in città, rimarcando il legame tra istituzioni, tradizione sportiva e identità dei tifosi.
Il contesto della delibera sul pfte
La seduta è stata dedicata all’esame della delibera sul Piano di fattibilità tecnica ed economica dello stadio. Si tratta del momento in cui l’aula è chiamata ad approfondire il perimetro del progetto e a valutarne gli aspetti generali, tecnici ed economici secondo quanto indicato nell’ordine dei lavori. In questa cornice, l’intervento di Righetti ha offerto una chiave di lettura che incrocia istituzioni e sport, richiamando la storia della società e della sua tifoseria.
La discussione in aula, per sua natura, rappresenta un passaggio di confronto pubblico, nel quale le posizioni si misurano anche con la sensibilità dei cittadini. In questo senso, il richiamo alla memoria romanista ha dato voce a una componente identitaria che a Roma è particolarmente radicata.
La memoria sportiva portata in consiglio
Mostrando un’immagine dei suoi anni da calciatore, Righetti ha posto l’accento sul rapporto tra campo e istituzioni. L’atto di condividere una foto personale non è stato un mero dettaglio iconografico, ma la scelta di riportare nell’aula consiliare la testimonianza diretta di chi ha vissuto la maglia giallorossa dall’interno, riconoscendo nello stadio un luogo carico di significati per la città e per una comunità di appassionati.
Questa dimensione biografica, pur distinta dal merito amministrativo, ha introdotto un punto di vista che aiuta a comprendere perché il tema dello Stadio della Roma sia percepito da molti come un capitolo rilevante della vita cittadina.
Le parole ai tifosi giallorossi
Il passaggio più diretto verso il pubblico è arrivato quando il consigliere ha indirizzato un ringraziamento esplicito agli appassionati: «Un grazie di cuore anche a nome di qualche migliaia di tifosi giallorossi in questa giornata storica». L’enfasi rivolta ai sostenitori sottolinea la centralità della tifoseria romanista nel dibattito, restituendo il senso di attesa che accompagna il progetto e l’attenzione con cui viene seguito dagli appassionati.
Nelle sue parole, il riconoscimento del ruolo dei tifosi appare come un elemento essenziale, capace di trascendere il dato sportivo per assumere una valenza civica e culturale, nel solco di una partecipazione popolare che a Roma è da sempre significativa.
Un'idea che attraversa le generazioni
Il riferimento ai «tempi di Dino Viola» richiama un orizzonte che supera la contingenza. Nella prospettiva offerta dall’ex calciatore, l’idea dello stadio emerge come progetto che ha accompagnato più generazioni di tifosi, consolidandosi nell’immaginario cittadino. È questo passaggio, affidato alla memoria e alla testimonianza di chi ha indossato la maglia, a conferire al tema uno spessore particolare all’interno del dibattito pubblico.
L’enfasi sulla durata nel tempo non aggiunge elementi di cronologia amministrativa, ma restituisce la dimensione simbolica che fa dello stadio un tema identitario per Roma e per il suo tessuto sportivo e sociale.
Il peso delle parole: una giornata storica
Definendo la seduta una «giornata storica», Righetti ha marcato il carattere straordinario attribuito all’appuntamento. È una definizione che fotografa l’aspettativa, incanalandola in una formula di forte impatto pubblico, senza entrare nel merito dell’iter o nei suoi esiti. In questo quadro, l’espressione scelta dal consigliere diventa parte della notizia, perché mette in primo piano il sentimento con cui una parte della città guarda alla prospettiva del nuovo impianto.
La tonalità del suo intervento, coerente con il profilo istituzionale e con la storia sportiva personale, si inserisce così in una narrazione più ampia, dove progetto urbano e passione calcistica si incontrano.
Un segnale dal dibattito cittadino
L’intervento in aula del consigliere capitolino del Pd, che unisce biografia sportiva e funzione pubblica, è uno dei segnali più riconoscibili di come il dibattito sullo stadio continui ad avere un rilievo che travalica i confini tecnici. Il riferimento ai tifosi e alla storia giallorossa offre una chiave di lettura che mette in risalto la rilevanza locale del progetto per Roma e per il Lazio, nell’ambito di una discussione che coinvolge istituzioni e comunità cittadina.
Nel rispetto delle procedure e del confronto in aula, resta il dato emerso chiaramente dalle parole pronunciate: «Della costruzione dello stadio dell'As Roma si parlava dai tempi del grande presidente Dino Viola. Un grazie di cuore anche a nome di qualche migliaia di tifosi giallorossi in questa giornata storica». È il nucleo del messaggio consegnato al dibattito, che restituisce l’immagine di un’idea di lungo corso e di una partecipazione popolare che continua a far sentire la propria voce.