Buttiamo nella pattumiera quasi due mesi di spesa. Lo sapevate? Spesso si compra e si cucina più cibo del necessario, che poi viene buttato o perché è andato a male o perché avanzato sulla tavola. Ma c’è anche uno scarto dei venditori di prodotti come frutta o verdura che in realtà sono perfettamente commestibili, ma che vengono scartati perché rovinati, macchiati o ammaccati e, quindi, spesso non rispondono ad uno standard ideale e appetibile al mercato, motivo per il quale non vengono esposti o non vengono comprati.
Una triste realtà che, però, vede tanti fattori ruotare attorno a sé e i quali rientrano tutti nel concetto di “spreco alimentare”. Alle motivazioni elencate, si aggiunge anche la questione della distribuzione. L’offerta spesso supera la domanda, quindi sul mercato c’è più di quello che viene comprato.
L'Italia e lo spreco alimentare
L'Italia è il Paese con il maggiore spreco alimentare domestico in Europa secondo la fonte Waste Watcher Report: 14,1 miliardi di euro per 4,5 milioni di tonnellate di prodotti, sfiorando i 140 euro a testa l’anno (139,7) contro i 126 euro di un anno fa. I dati provengono dal quadro tracciato dal Rapporto “Il caso Italia 2025” dell’Osservatorio Waste Watcher International, elaborazione Ipsos/Università di Bologna, per la 12esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, il 5 febbraio, fondata dalla campagna Spreco Zero.
Quali sono gli alimenti che guidano la classifica? Frutta fresca (24,3 grammi settimanali) e pane (21,2 grammi), poi verdure (20,5 grammi), insalata (19,4 grammi), cipolle, aglio e tuberi (17,4 grammi).
Famiglie sempre più povere, ma uno spreco alimentare sempre più alto. Salvare il cibo, forse, potrebbe rientrare tra quelle pratiche del buon consumatore che dimostrerebbe come nel nostro piccolo, si può fare la differenza perché è vero che sprecare cibo è un peccato, ma fa ancora più male immaginare le conseguenze economiche, ambientali e sociali che questo genera ogni giorno.
Il Bel Paese dello spreco, quindi, deve cercare di lavorare su questa problematica e lo conferma anche Filippo Ferrari, PR Manager di Too Good To Go, l’app che mette in comunicazione l’utente con ristoranti e negozi con eccedenze alimentari invendute, proposte ad un prezzo agevolato.
“È uscito proprio poche ore fa l'ultimo report di Waste Watcher che parla addirittura di 14 miliardi di spreco l'anno. È semplicemente un numero che evidenzia quanto questo fenomeno sia diventato impattante a tutti i livelli sia per il fenomeno stesso sia per tutto ciò che vuol dire sprecare il cibo. Non si tratta semplicemente di sprecare qualcosa di buono che portiamo sulle nostre tavole, ma significa anche andare a sprecare tutte le risorse che sono state necessarie per produrlo.”
Quali sono i consigli per non sprecare?
Quante volte si fa la spesa con una lista? Ecco, questo potrebbe essere un modo che fa da deterrente al comprare più del necessario. Oppure è importante cucinare solo cibo che si è certi di consumare. Altro consiglio è congelare gli avanzi o darli ad amici e parenti, utilizzare cibo avanzato dal pranzo o dalla cena (per questo esistono delle app per consultare nuove ricette), controllare sempre le date di scadenza dei cibi che sono in casa e consumare prima quelli con la data più ravvicinata e, per ultimo ma non meno importante, conservare correttamente gli alimenti.
Da Roma un grido allo spreco del cibo
“Ognuno di noi può fare molto per contenere questo spreco. Adottare buone pratiche a livello domestico significa scegliere una cucina sostenibile ed economica: diventare consumatori consapevoli e adottare comportamenti volti alla riduzione degli sprechi è il primo passo per contribuire a invertire la rotta e ridurre lo spreco di cibo. Città metropolitana di Roma Capitale, in collaborazione con Switch Rome and Lazio Region Food Lab, ha realizzato una guida anti spreco: consigli e ricette per sentirsi artefici di un cambiamento consapevole, necessario e possibile, che parte da ciascuno di noi”. Lo riferisce Rocco Ferraro, Consigliere delegato all’Ambiente di Città metropolitana di Roma Capitale.
