Sospeso studente liceo Roma: foto compagne e prof nude con l’app. Ha usato Telegram per "svestire" 4 compagne di classe e una insegnante. Poi ha mostrato la bravata agli amici che non hanno gradito lo scherzo e riferito del deepfake. È scattata così la misura disciplinare per uno studente dell'ultimo anno del liceo Newton a Roma: sospeso per 15 giorni.
Foto di 4 compagne e prof “svestite” con l’app da Telegram
Il ragazzo era riuscito a modificare delle foto delle ragazze e dell'insegnante applicando i loro volti a corpi senza vestiti. Immagini che poi, riporta Repubblica, avrebbe mostrato lo scorso novembre ad alcuni compagni dal suo smartphone. Le foto infatti non sarebbero mai andate in rete o postate sui social. Quello scherzo comunque non è piaciuto ai coetanei che hanno raccontato tutto ai docenti e quindi alla presidenza. Oltre alla sospensione di 15 giorni è stato presentato un esposto al Commissariato Esquilino lo scorso 18 dicembre che è stato inviato in Procura.
Il post "Non siete sole"
La sospensione di 15 giorni, però a qualcuno non basta e chiede provvedimenti più severi per lo studente, l'allontanamento e anche fino l'espulsione. Lo scrivono gli studenti sulla pagina Instagram del giornalino autogestito “La mela avvelenata del Newton”. Un post che in poche ore è stato rilanciato da collettivi di scuole di tutta la Capitale e anche dal profilo Instagram di Non una di meno Roma.
"Non siete sole" il titolo del post che continua: "Il silenzio risuona per i corridoi rendendoli ancora più freddi. L'indifferenza è alle stelle. I volti di alcune studentesse e di una docente della nostra scuola sono stati utilizzati per sviluppare immagini fittizie nelle quali erano ritratte nude. Queste immagini sono state mostrate e condivise, probabilmente con la leggerezza di uno sconsiderato".
Studente sospeso per 15 giorni, la richiesta dell'allontanamento
"Se ancora non conoscete questa storia - si legge poi nel messaggio - è perché i docenti, ad esclusione di pochissimi, hanno scelto la via del silenzio e dell’ipocrisia. Dopo tutto il tempo speso a sensibilizzare su violenze e abusi, quando ci ritroviamo di fronte a un’ingiustizia puntiamo sempre il dito contro le vittime. Se la solidarietà non esiste la nostra scuola non è più un luogo nel quale sentirsi al sicuro: se non si stigmatizzano questi eventi si tenta di giustificare il carnefice, queste violenze si ripeteranno, e come nella roulette russa, non si saprà chi potrà essere la prossima vittima".
"Quindici giorni di sospensione non sono abbastanza per rimediare al danno arrecato, al contrario di ciò che pensa chi ha in questi casi potere decisionale. Auspichiamo l'allontanamento del ragazzo dall'istituto per la tutela di tutte le ragazze coinvolte. Chi tace è complice, è arrivato il momento di esprimere il proprio dissenso" conclude il post.