Ricerca nel Sito

Smog a Roma, ecco cosa cambia nel Piano regionale 2025

Smog a Roma, ecco cosa cambia nel Piano regionale 2025

smog roma

La Regione Lazio ha approvato l’aggiornamento del Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria, confermando le misure restrittive contro lo smog atmosferico a Roma e nella Valle del Sacco. Il piano, basato sulle rilevazioni di Arpa Lazio, mantiene in vigore il blocco della circolazione per veicoli diesel fino a Euro 5 e benzina fino a Euro 2, valido dal 1° novembre al 31 marzo all’interno della Fascia Verde e nei comuni con oltre 10.000 abitanti soggetti a superamento dei limiti di particolato o biossido d’azoto. L’eliminazione del sistema Move In rafforza il controllo pubblico, mentre l’introduzione di misure compensative permette ai Comuni di intervenire con azioni alternative per ridurre le emissioni.

Divieti di circolazione: fasce temporali e veicoli coinvolti

La nuova versione del Piano regionale prevede il blocco annuale della circolazione, dal 1° novembre al 31 marzo, per tutte le auto private a benzina fino a Euro 2 e diesel fino a Euro 5. Il provvedimento riguarda in particolare le aree interne alla Fascia Verde di Roma Capitale e i comuni della Valle del Sacco con oltre 10.000 residenti.

Queste restrizioni si attivano automaticamente in presenza di valori elevati di PM10, PM2.5 e NO2, rilevati da Arpa Lazio. La misura si inserisce in un contesto normativo più ampio, finalizzato ad allineare la Regione Lazio alle direttive ambientali dell’Unione Europea. Il blocco si applica nei giorni feriali e può essere esteso in caso di prolungato superamento dei limiti di inquinamento, con l’obiettivo di proteggere la salute pubblica e ridurre l’impatto delle emissioni sul clima urbano.

Misure compensative per lo smog

L’aggiornamento normativo introduce la possibilità per i Comuni interessati, compresa Roma Capitale, di definire misure alternative ai divieti di circolazione. Queste misure, dette compensative, possono comprendere azioni strutturali per la riduzione dello smog, purché compatibili con i vincoli stabiliti dal piano regionale.

Gli interventi possono spaziare da incentivi alla mobilità sostenibile, come l’implementazione di piste ciclabili e servizi di sharing elettrico, fino a progetti di riforestazione urbana o riqualificazione del trasporto pubblico. I Comuni dovranno presentare proposte concrete in grado di produrre risultati misurabili, verificabili e superiori all’effetto delle restrizioni veicolari, garantendo allo stesso tempo un’equa distribuzione dell’impatto economico tra i cittadini.

Stop al sistema Move In: addio al pedaggio urbano

Tra le modifiche più rilevanti approvate dalla giunta regionale, guidata dal presidente Francesco Rocca, figura l’eliminazione del sistema Move In (Monitoraggio Veicoli Inquinanti), un modello già in uso in altre regioni italiane che prevede l’acquisto di chilometri per i veicoli più inquinanti, consentendone l’accesso limitato a zone soggette a restrizioni.

La Regione ha deciso di escludere questa modalità poiché ritenuta inefficace nella riduzione reale delle emissioni atmosferiche e potenzialmente penalizzante per le famiglie meno abbienti. L’abbandono del sistema Move In riafferma il ruolo del governo regionale come ente regolatore centrale, lasciando alle amministrazioni locali la flessibilità necessaria per modulare le proprie politiche ambientali secondo le esigenze territoriali.