Lunedì alle 18.30 in piazza del Risorgimento a Roma è in programma un sit-in per chiedere ancora una volta "verità e giustizia" per Emanuela Orlandi, a quarantatré anni esatti dalla scomparsa. L'iniziativa, promossa dal fratello Pietro Orlandi, si terrà nelle stesse ore in cui, nel 1983, all'uscita dalla lezione alla scuola di musica, si persero le tracce della cittadina vaticana.
L'appuntamento a Roma
La manifestazione, a ridosso del 22 giugno, si svolgerà nel cuore della Capitale per tenere alta l'attenzione su una vicenda che da decenni interroga Roma e il Paese. La scelta dell’orario e del luogo intende ripercorrere simbolicamente i momenti in cui si interruppe ogni contatto con Emanuela, richiamando la memoria collettiva sulla ricerca della verità.
Le parole di Pietro Orlandi
Nel ribadire gli obiettivi dell’iniziativa, Pietro Orlandi affida ad Adnkronos una ricostruzione dei passaggi che ritiene decisivi. "Sono passati 43 anni e vorrei ricordare esattamente quella serata - afferma all'Adnkronos Pietro Orlandi - Voglio ricostruire esattamente quei momenti, ripartire dai fatti realmente accaduti, da quella prima telefonata dei presunti rapitori, della quale non si parla mai, arrivata alle ore 20 del 22 giugno". Un elemento che, secondo lui, mette in discussione la pista dell’"adescatore legato al mondo del cinema". E aggiunge: "Io non ho lo speranza che si arrivi alla verità: ne ho la certezza. Che esca fuori da queste inchieste, oppure no, la verità uscirà fuori".
Le inchieste in corso
Sul caso sono aperti tre filoni investigativi: procede la Procura di Roma, sono in corso approfondimenti da parte del Vaticano e opera la Commissione parlamentare istituita sul caso di Emanuela e di Mirella Gregori. L’attenzione resta dunque alta su più fronti istituzionali, mentre la piazza romana tornerà a farsi luogo di memoria e di richiesta di trasparenza.