Jannik Sinner ha celebrato a Che Tempo Che Fa il trionfo agli Internazionali d'Italia di Roma, sottolineando il legame con il pubblico capitolino e il valore di due settimane intense sul Foro Italico. Il numero uno al mondo ha rimarcato il sostegno ricevuto in ogni momento, dagli allenamenti alla finale.
Il messaggio ai tifosi di Roma
Parlando dell'atmosfera vissuta nella capitale, Sinner ha condiviso un ringraziamento diretto agli appassionati presenti sugli spalti. “Abbiamo vinto insieme. Qua a Roma domani sono due settimane che sono qui. Due settimane molto lunghe, toste. Però il pubblico mi ha aiutato tantissimo sin dall'inizio e tutti gli allenamenti erano quasi già come una partita; quindi, sono molto contento di dare qualcosa di positivo a tutti voi, al pubblico. E quindi niente, è stato un torneo incredibile”.
Calendario e condizione
L'azzurro ha ripercorso i passaggi recenti della stagione, evidenziando il cambio di superficie e la necessità di recuperare energie dopo un ciclo di tornei ravvicinati. “Gli ultimi 5 tornei sono stati veramente incredibili. Partendo da Indian Wells, poi Miami. Poi abbiamo cambiato superficie: Monte Carlo, Madrid, Roma. E ora devo riposarmi un attimo perché ho dato tanto, anche mentalmente”, ha aggiunto. Uno sguardo privato anche alla giornata della finale: “Il problema è che io dal campo la vedevo pure, era difficile. Però sai, è già tanto che è rimasta lì devo dire”.
Il dialogo con Panatta e l'incontro con Mattarella
Nel confronto con la storia del tennis italiano, Sinner ha raccontato un breve scambio con Adriano Panatta. “È stato simpaticissimo. Poi io, sai, personalmente lo conosco veramente poco, abbiamo scambiato due parole ed è stato bello. Mi ha detto che lui viene anche a Parigi, quindi spero di rivederlo lì. Quindi niente, lui è stato contento, e anch'io sono stato contento di conoscerlo un pochettino di più. Poi speriamo di aver modo di conoscerlo senza tanto pubblico intorno". Spazio anche all'incontro istituzionale con il Presidente Sergio Mattarella: “Lui è simpaticissimo. Poi non sono partito con il piede giusto un po' di tempo fa. Però ecco, ero e sono ancora sempre emozionato e quindi, scambiare due parole anche con lui è stato incredibile. Poi gli piace lo sport ed è la cosa più bella. Lui è già venuto l'anno scorso, mi sa qua al torneo per le finali. Ci fa molto piacere".
Obiettivi e approccio in campo
Sinner ha rimarcato il rispetto per i grandi campioni del circuito e la volontà di proseguire il proprio percorso con equilibrio, guardando a Parigi come tappa cruciale. Nella gestione dei momenti chiave resta centrale la lucidità. “Diciamo che cerco di essere più lucido dell'avversario, diciamo. Questo forse è il segreto più importante, no? Poi quando uno è più stanco fisicamente, anche mentalmente ragiona un po' di più. E per esempio oggi c'era tanta tensione, no? Sentivo tanta tensione prima di entrare in campo perché sapevo quello che mi stavo giocando. Ma devi superare certe difficoltà e devi cercare di giocare una buona partita”.