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Sindacato degli influencer: cos'è e cosa fa

Un sindacato per influencer e content creator. L’obiettivo? Tutelare diritti e interessi di chi lavora con i social e con le piattaforme di streaming. Lo fa sapere chi questo sindacato lo ha ideato: Jacopo Ierussi, 35 anni, docente universitario e avvocato giuslavorista insieme a Valentina Salonia, collega dello studio legale Salonia e Associati.

Assoinfluencer, questo il nome del nuovo sindacato che tutela i diritti di chi lavoro su web. “Ci sono sempre dei chiaroscuri nelle professioni emergenti e questi ragazzi vengono spesso avvicinati da venditori di fumo e truffatori di vario genere”, dice Ierussi in un’intervista rilasciata al Corriere della sera, durante la quale spiega i motivi della nascita del sindacato.

“L’aspirazione è di fare qualcosa di diverso in un Paese ogni tanto un po’ statico. Bisogna fare controcultura: creare contenuti online non è un hobby”, dice. E aggiunge: “Il progetto è partito nel 2018 da un’iniziativa di carattere accademico. Insieme alla collega Salonia ci siamo resi subito conto che i creator sentivano l’esigenza di un’associazione di categoria che li difendesse sul piano legale”.

Nasce così Assoinfluencer: “L’inserimento nell’elenco delle Associazioni Professionali del ministero dello Sviluppo Economico, che ci permette per esempio di rilasciare attestati professionali di legge, importanti a livello curriculare per i lavoratori», spiega l’avvocato, che poi scherza: "È stato divertente spiegare ai funzionari del Mise di cosa stessimo parlando. C’è il problema dei compensi. È una continua gara al ribasso. Molto spesso i creator invece dei pagamenti ricevono prodotti in regalo. Un tariffario di riferimento aiuterebbe a dire no alle offerte svantaggiose”, spiega ancora al Corriere della Sera.

G.