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Simboli nazisti sui manifesti per la festa della Liberazione. Parla Marina Pierlorenzi (ANPI)

Simboli nazisti sui manifesti per la festa della Liberazione. Parla Marina Pierlorenzi (ANPI)
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Simboli nazisti sui manifesti per la festa della Liberazione in zona Appio-Latino. Alla vigilia del 25 aprile su uno dei cartelloni è stato scritto “festa del vile”. Non solo, su un manifesto con cui l'Anpi annuncia il corteo programmato per quel giorno a Porta San Paolo è scritto 'Onore alla RSI' e poi la parola 'negri'.

«La storia non si può riscrivere – dice Marina Pierlorenzi, presidente ANPI provinciale Roma - la storia della Resistenza italiana e di quella europea per liberare l’Italia e gli altri Paesi dal nazifascismo che sono stati una dittatura terribile e che hanno portato a una guerra sanguinosissima con milioni di morti e con una serie di istruzioni morali e materiali incredibili, è qualcosa di veramente ripugnante. Secondo me c’è un’ ignoranza di fondo, di mancata conoscenza della storia e della Costituzione e soprattutto del fatto che questa festa del 25 Aprile è la festa di tutto il popolo italiano

Pierlorenzi: «Non tutti associano il simbolo al significato»

Svastiche, croci celtiche e fasci littori sono apparsi anche a Trastevere, al centro di Roma, e in altre zone. Tutte parole e simboli di cui si dovrebbe capire il significato, quindi, ma che probabilmente – o volutamente – volevano mandare un messaggio preciso.

«Io non credo che tutti quanti associno al simbolo esattamente il significato. Questa è la cosa più grave perché l’ignoranza è talmente tanta che quando uno fa dei segni, non sapendo che quel segno significa morte e distruzione, significa annientamento, questo è ancora più grave. Però io lo attribuisco in gran parte all’ignoranza e alla stupidità»

Ma la realtà è un’altra ed è più importante di qualsiasi simbolo venga usato. Si deve ricordare che quella del 25 aprile «non è una festa appannaggio di qualcuno: la Resistenza l’hanno fatta i popolari, i cattolici, i comunisti, i socialisti, il partito d’azione e i repubblicani, i liberali, i monarchici

Le immagini di quei manifesti hanno fatto il giro dei social e in molti sono rimasti sconcertati perché il pensiero va a chi rappresenta il futuro di domani.

«C’è uno stato di grande amarezza perché penso che i giovani e le giovani oggi abbiano delle possibilità immense di sapere, di capire. Ci sono i social che aiutano tanto, le tecnologie, ma il fatto di vedere che sono ispirati da cattivi maestri mi sembra veramente una cosa triste, veramente triste.»