Il caldo è soffocante, le temperature raggiungono livelli record e, soprattutto, non piove. Così l’emergenza siccità in Italia è diventata realtà e ha messo a rischio le riserve idriche del nostro paese. Il report settimanale dell'osservatorio Anbi conferma il trend negativo e restituisce un quadro preoccupante anche per la Regione Lazio.
L’Anbi precisa infatti che la situazione del Centro-Italia è ‘grave’: nel Lazio è eccezionale il deficit pluviometrico, fin qui registrato principalmente sulle province di Roma e Viterbo (in particolare, lungo il litorale): quasi dappertutto sono caduti un centinaio di millimetri di pioggia in quasi 8 mesi ed il record negativo è detenuto da Ladispoli con soli mm. 94.
Costante anche il calo dei laghi di Bracciano, arrivato a -32 centimetri rispetto all'anno scorso e di Nemi, che ha raggiunto –cm. 96 rispetto al 2021. Non solo: anche il bacino di Turano cala di quasi un centimetro al giorno. Nettamente inferiori alla media restano le portate del fiume Aniene, mentre quelle di Liri e Sacco sono ai minimi dal 2017; sono tornati sostanzialmente in linea con gli anni scorsi, invece, i livelli del Tevere.
La situazione non è migliore nelle altre regioni del centro Italia: in Umbria, dove è piovuto pochissimo, i laghi di San Casciano e di Chiusi permangono a livelli minimi, mentre il bacino di Corbara è sceso di 58 centimetri in 7 giorni. Grave anche la condizione dei corsi d'acqua in Toscana, dove il fiume Serchio registra una portata addirittura più che dimezzata rispetto a quella del Deflusso Minimo Vitale, così come l'Ombrone, da settimane in condizioni critiche (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana).
G.