Un uomo di 51 anni, identificato come Daniel Molayem, è stato inviato a giudizio a Roma con l'accusa di truffa. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Roma, avrebbe simulato il ruolo di alto funzionario addetto alla sicurezza dell’ambasciata israeliana per ottenere scorta privata e auto di lusso senza pagare un conto da 99mila euro.
L'indagine e il rinvio a giudizio
Il pubblico ministero Mario Dovinola ha disposto il processo a suo carico dopo la denuncia presentata da una società privata di intelligence, costituitasi parte civile. L’azienda sostiene di aver fornito a Molayem — che si presenta come imprenditore informatico — un servizio dedicato nel centro di Roma senza ricevere il corrispettivo pattuito. I titolari, assistiti dall’avvocato Mario Murano, avrebbero concordato l’incarico a fronte di documenti inviati dall’uomo, tra cui un passaporto in lingua ebraica. La difesa di Molayem è affidata all’avvocato Antonio Guariglia.
Il piano messo in piedi a novembre 2024
Il contatto risalirebbe all’ottobre 2024, con la richiesta di vetture di alta gamma e scorta tra l’11 e il 24 novembre. L’accordo prevedeva il pagamento immediato. Nei fatti, l’uomo avrebbe usufruito dei servizi per quattro giorni a novembre 2024, muovendosi su Range Rover e Mercedes. La società riferisce che anche una compagna e una familiare sarebbero state accompagnate. In passato, Molayem risulterebbe imparentato alla lontana con una famiglia iraniana che negli anni ’70 avviò un bazar in via del Seminario, nel centro di Roma.
I dubbi della scorta e la denuncia
Con l’avvio del servizio l’11 novembre, gli autisti e gli operatori della scorta hanno espresso perplessità: gli spostamenti, con varie soste nei pressi di monumenti del centro storico, apparivano poco compatibili con incontri riservati. Alla richiesta di saldo, Molayem avrebbe rinviato il pagamento. Da qui la denuncia e l’apertura del fascicolo che ha portato al rinvio a giudizio.