"Le dichiarazioni del ministro Piantedosi, in merito agli sgomberi degli stabili occupati, impongono una precisazione necessaria e non più rinviabile: non è possibile mettere sullo stesso piano realtà completamente differenti. Da una parte abbiamo occupazioni riconducibili a organizzazioni che si ispirano a ideologie e pratiche dichiaratamente incompatibili con i principi democratici e con l’ordinamento repubblicano, come nel caso di CasaPound, che da anni utilizza un immobile pubblico nel cuore di Roma per attività politiche che nulla hanno a che vedere con i valori sanciti dalla nostra Costituzione”.
“Dall’altra parte esistono invece spazi sociali, culturali e mutualistici che svolgono un ruolo fondamentale nel tessuto urbano: offrono servizi, cultura, solidarietà, sport, sostegno alle fragilità, colmando spesso vuoti enormi lasciati dalle istituzioni pubbliche. Sono realtà che rappresentano un’espressione concreta dell’autorganizzazione dal basso, esperienze che andrebbero finalmente riconosciute e regolarizzate, non criminalizzate.
Per questo riteniamo inaccettabile che il ministro continui a ripetere che “non si guarda al colore politico degli occupanti”.
“Il problema non è il colore politico: è la natura delle attività svolte e la loro compatibilità con i principi democratici. Uno spazio che promuove cultura, mutualismo e partecipazione non può essere trattato come uno spazio che diffonde idee e pratiche contrarie alla convivenza civile e ai valori costituzionali.
Va denunciato ogni tentativo di confondere i due piani e va difeso chi, con il proprio impegno quotidiano e gratuito, contribuisce a rendere le nostre città più solidali, più vive e più democratiche. Al governo chiediamo finalmente coerenza: si proceda con lo sgombero di chi opera in contrasto con i principi della Repubblica, non di chi li pratica ogni giorno attraverso la solidarietà e l’inclusione".
Lo dichiara Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista.
Max