Roma vive una nuova ondata di proteste per i set cinematografici. Dopo le tensioni a Testaccio per la serie Netflix «Positano» con Matthew McConaughey e Zoe Saldaña, le lamentele si estendono a Villa Pamphilj, dove l’Associazione per Villa Pamphilj ha segnalato criticità legate a mezzi pesanti, allestimenti e limitazioni alla fruizione del parco. Sullo sfondo, l’equilibrio tra entrate per le casse comunali e i disagi locali causati da divieti di sosta, camion e chiusure stradali.
Le segnalazioni dal parco
L’Associazione per Villa Pamphilj ha affidato a un lungo post social le proprie preoccupazioni per gli allestimenti di un set all’interno dell’area verde. In particolare, sono stati segnalati il passaggio di mezzi di servizio e l’occupazione del Giardino del Teatro e dell’Esedra del Teatro. Nel post si legge: «È davvero compatibile utilizzare un parco storico pluri vincolato con modalità che incidono così profondamente sulla sua fruizione e la tutela del suo patrimonio? Dall’ingresso monumentale in via di San Pancrazio fino al Giardino del Teatro, abbiamo osservato un intenso viavai di mezzi di servizio, camion, auto, golf cart e altre attrezzature. Il Giardino del Teatro è stato occupato in gran parte delle sue aree, compreso il prato dove sono presenti piante rare ed esotiche e un già precario impianto di irrigazione. Anche l’Esedra del Teatro, da poco restituita ai cittadini dopo un importante restauro, è stata interessata da intense attività del set».
Domande e richiesta di atti
L’associazione chiarisce di non mettere in dubbio il possesso dei permessi da parte della produzione, ma chiede trasparenza su criteri e valutazioni. Le domande poste sono nette: «Quali valutazioni hanno portato ad autorizzare un’occupazione così estesa di un luogo tanto delicato e prezioso? Quali criteri sono stati adottati? Quali benefici economici sono previsti per l’amministrazione e quali vantaggi portano a Villa Pamphilj?». Il prossimo passo è un’istanza di accesso agli atti «per acquisire tutta la documentazione relativa all’autorizzazione, compresi planimetrie, prescrizioni, orari, canoni versati e le garanzie previste per la tutela del patrimonio storico, culturale e ambientale della Villa». Contestualmente, sarà chiesta la convocazione di una commissione Ambiente «affinché venga affrontato il tema delle modalità con cui vengono autorizzate attività di questo tipo all’interno dei parchi storici della città».
I disagi nei quartieri e i rilievi istituzionali
I malumori non riguardano solo Villa Pamphilj. Rimostranze si rincorrono da Parioli a Monti e all’Esquilino, con residenti che denunciano occupazioni prolungate di stalli e viabilità ridotta. Nel quartiere Della Vittoria, le criticità sono state segnalate anche al Campidoglio dal vicepresidente del I Municipio, Renato Sartini. Resta il nodo della convivenza tra l’attrattività dei set — redditizi per l’amministrazione — e la tutela della vivibilità nei rioni più esposti, dove si moltiplicano richieste di programmazione, limiti temporali e cautele nei siti storici e naturalistici.