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Sequestro in via Giovanni Palombini: due ai domiciliari, un arresto a "Regina Coeli"

Sequestro in via Giovanni Palombini: due ai domiciliari, un arresto a "Regina Coeli"

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Sequestro di persona in un appartamento di via Giovanni Palombini a Roma. Due indagati sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre il terzo è stato tradotto a "Regina Coeli". Le vittime sono due giovani di 19 e 22 anni, riusciti a fuggire scavalcando il balcone di un quinto piano.

L'allarme e il balcone del quinto piano

La segnalazione è arrivata il 23 febbraio per due ragazzi bloccati su un balcone al quinto piano. Il primo, un 19enne nato a Roma da famiglia straniera, era stato attirato nell’abitazione con un pretesto e immobilizzato con nastro isolante. Sotto la minaccia di una pistola e di violente percosse, è stato costretto a chiamare un amico, cittadino italiano di 22 anni, chiedendogli di raggiungere urgentemente l’appartamento.

Le violenze e la richiesta di denaro

Dopo l’arrivo del 22enne, entrambi i giovani sono stati aggrediti con estrema brutalità, anche con il calcio di una pistola, per estorcere 3.600 euro a fronte di un presunto debito legato al danneggiamento di un’auto a noleggio. I due sono riusciti a mettersi in salvo scavalcando la balaustra del balcone e raggiungendo l’appartamento adiacente, da dove hanno chiesto aiuto. Sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri.

La perquisizione e gli indizi raccolti

La perquisizione dei Carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro ha permesso di rinvenire passamontagna, fascette stringicavo, nastro adesivo e tracce ematiche, elementi compatibili con una pianificazione dell’agguato. I riconoscimenti fotografici e le testimonianze hanno definito i ruoli dei tre sospettati, di 34, 30 e 52 anni, e l’uso di un’arma da fuoco durante l’aggressione. Le vittime sono state trasportate in ospedale per le gravi percosse subite.

I provvedimenti a carico dei tre

Durante l’esecuzione dell’ordinanza uno dei tre “carcerieri” ha opposto resistenza ai militari, procurandosi lievi ferite prima di essere bloccato. Dopo le cure presso l’ospedale "S. Pertini", l’uomo è stato condotto nel carcere di "Regina Coeli". Gli altri due complici sono stati sottoposti ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.