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Sequestro in casa a Val Melaina a scopo di estorsione: 6 arresti

Sequestro in casa a Val Melaina a scopo di estorsione: 6 arresti

polizia 1

Un’aggressione brutale all’interno di un’abitazione nel quartiere Val Melaina, a Roma, ha portato all’arresto di sei individui sospettati di sequestro di persona, rapina aggravata e possesso illegale di armi. La vicenda, avvenuta nel mese di maggio, ha visto una coppia sorpresa all’interno della propria casa da un gruppo di malviventi, i quali avrebbero tentato con la forza di ottenere le chiavi di un altro appartamento. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, hanno permesso alla Squadra Mobile di ricostruire l’intera dinamica e identificare tutti i soggetti coinvolti nel sequestro. L’operazione si è conclusa con l’esecuzione di sei misure cautelari in carcere.

Aggressione e sequestro in un appartamento a Val Melaina

Il 9 maggio scorso, in via di Val Melaina, un uomo e una donna hanno subito un’aggressione violenta all’interno della propria abitazione. Rientrati in casa nelle ore serali, sono stati colti di sorpresa da quattro individui armati. I criminali li avrebbero immobilizzati con la forza, minacciandoli con una pistola e due coltelli per ottenere le chiavi di un’altra abitazione affidata loro temporaneamente da una coppia di amici fuori città.

Durante l’assalto, uno dei due coniugi è stato colpito alla testa con il calcio di un’arma, mentre l’altra vittima è stata bloccata fisicamente e privata della possibilità di chiedere aiuto. I malviventi si sarebbero impossessati anche dei telefoni cellulari delle vittime, impedendo loro ogni possibilità di comunicazione esterna.

Sequestro e minacce durante la videochiamata a scopo estorsione

Secondo quanto emerso dalle indagini, uno degli aggressori avrebbe avviato una videochiamata con un uomo con forte accento campano, che sosteneva di trovarsi detenuto in carcere. Quest’ultimo avrebbe dato ordini precisi al gruppo presente in casa, pretendendo la consegna del mazzo di chiavi e minacciando gravi conseguenze in caso di rifiuto.

In seguito, un’altra telefonata – presumibilmente dal fratello del detenuto – avrebbe rincarato le minacce, arrivando a ipotizzare violenze fisiche, tra cui il taglio di un orecchio dell’uomo e il pestaggio della donna. Le intimidazioni avrebbero incluso anche riferimenti inquietanti alla figlia della coppia, dimostrando che i responsabili erano a conoscenza di dettagli personali sulle abitudini della famiglia. Sotto forte pressione, la donna ha ceduto, consegnando sia le chiavi richieste che 3.000 euro in contanti.

Intervento delle forze dell’ordine e arresti immediati

Poco dopo l’aggressione e il sequestro, alcuni residenti della zona hanno contattato la Sala Operativa della Questura, segnalando movimenti sospetti all’interno dello stabile. Gli agenti della Squadra Mobile – in particolare della VI Sezione – sono giunti tempestivamente sul luogo dell’intervento e hanno sorpreso tre dei malviventi sulle scale, mentre cercavano di dileguarsi.

I poliziotti hanno proceduto al fermo immediato, rinvenendo armi e parte del bottino. Nelle ore successive, gli investigatori hanno potuto raccogliere la testimonianza delle vittime e ottenere elementi determinanti per l’identificazione di tutti i soggetti coinvolti.

Sei misure cautelari e indagini coordinate dalla DDA

Le indagini, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono proseguite nei mesi di maggio e giugno con l’obiettivo di individuare gli altri componenti dell’organizzazione criminale. Grazie all’analisi delle comunicazioni telefoniche e ai riscontri ottenuti durante gli interrogatori, la Polizia ha ottenuto sufficienti prove per procedere con ulteriori arresti.