Un ventiseienne romano, ritenuto il terzo componente del commando responsabile del sequestro avvenuto nella notte del 23 dicembre 2022 in viale di Tor di Quinto, è stato rintracciato a Cadice, in Spagna, e riportato in Italia. L’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, si è conclusa con l’estradizione e l’associazione in carcere dell’indagato, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Il caso e l’intervento
La notte del 23 dicembre 2022, all’esterno di un ristorante giapponese in viale di Tor di Quinto, alcuni uomini avrebbero circondato e aggredito un giovane romano, costringendolo a salire su un’auto. L’intervento tempestivo della Squadra Mobile capitolina consentì di rintracciare e liberare l’ostaggio nel giro di poche ore. Dalla denuncia della vittima è scaturita un’indagine che, grazie anche alle immagini di videosorveglianza, ha permesso di identificare i presunti autori materiali dell’aggressione.
Dagli arresti in Italia alla rete all’estero
Nel febbraio 2024 il quadro indiziario ha portato all’arresto di un ventiduenne romano e di un venticinquenne di origini dominicane, con custodia cautelare disposta dal GIP del Tribunale di Roma. Gli accertamenti successivi hanno ricostruito l’operatività del gruppo e portato all’individuazione del terzo uomo, che si era allontanato dall’Italia con documenti contraffatti. L’indagato è stato localizzato a Cadice e arrestato in esecuzione di mandato di arresto europeo, grazie alla collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione S.I.R.E.N.E. e la Polizia spagnola. La successiva estradizione si è conclusa con la presa in consegna da parte della Squadra Mobile e della Polaria di Fiumicino.
Il profilo del gruppo e i reati contestati
Secondo le risultanze investigative, il commando avrebbe operato con una struttura gerarchica definita, con il ventiduenne nel ruolo di “vertice”. Rivendicando un presunto debito legato a un traffico di stupefacenti, avrebbe “architettato” il rapimento e incassato, a titolo di corrispettivo per la liberazione, una somma di oltre 9.000 euro. Il ventiseienne appena estradato è ora gravemente indiziato di sequestro di persona a scopo di estorsione.