Ieri pomeriggio un gruppo di giovani studenti, militanti di OSA – organizzazione politica di studenti nata nel 2018 – ha tentato di entrare nella sede romana del Corriere della Sera. Non hanno gradito il modo con cui il giornale ha trattato il caso del professore del liceo Righi, finito nella bufera per aver proposto ai suoi studenti un tema per esplorare “le ragioni di Israele”. Si legge in un loro comunicato: “Quello che è stato detto negli scorsi sui quotidiani per quanto riguarda il caso del professore del Righi è falso e pretestuoso. Siamo solidali al docente che in questi giorni è additato ingiustamente come persecutore di studenti, la realtà non è questa. Questo lo sanno gli studenti e gli organi di stampa che hanno architettato questa vergognosa farsa per il semplice fatto di aver stimolato un dibattito su una questione di urgente attualità come quello della Palestina. La stessa assemblea della classe in questione ha confermato la natura pretestuosa di questo attacco”. E’ evidente una spaccatura nel mondo della scuola, perché di pensiero opposto sono i ventuno ex allievi del liceo scientifico Righi che hanno scritto alla dirigente scolastica Cinzia Giacomobono per chiederle di «sollevare dal suo incarico» il docente, che ha chiesto di fare svolgere questo tema così delicato attraverso la prospettiva di un compagno di classe esplicitamente identificato come cittadino di origine italo-israeliana con il suo nome completo, violando di fatto anche la privacy del minore e ponendolo in una posizione vulnerabile.