Lo Smi - Sindacato medici italiani ha proclamato uno sciopero nazionale dei medici su due giornate contro l'accordo stralcio sulle Case della comunità del 23 giugno. In Roma e nel Lazio sono previste assemblee e presidi, insieme ad appuntamenti a Rieti, Milano, Palermo, Napoli e Pescara.
Le ragioni della protesta
La mobilitazione nasce dal dissenso verso l'impianto organizzativo proposto per la medicina territoriale e la medicina generale. "In assenza di impegni precisi della parte pubblica, i medici sono stati costretti allo sciopero", afferma la segreteria nazionale, che rivolge un "appello a tutti i medici, iscritti Smi e non, per un'azione unitaria di difesa della professione".
Manifestazioni e orari del 15 settembre
Per il 15 settembre lo Smi ha diffuso un calendario di iniziative su più città. A Roma, dalle 10 alle 13, è convocata un'assemblea presso la sede del sindacato in via Sambucuccio d'Alando 9, aperta a tutti i medici del Lazio. A Napoli, dalle 11.30, è previsto un presidio davanti alla sede Rai in via Guglielmo Marconi 9. A Pescara, dalle 9.30, assemblea all'Hotel Regent in Lungo Mare Colombo Cristoforo 64. A Palermo, dalle 10.30, appuntamento in piazza Ottavio Ziino, sede dell'assessorato alla Salute della Regione Siciliana. A Milano, dalle 10 alle 12, lo Smi aderisce alla manifestazione della Lamg in piazza Duca d'Aosta.
Le richieste dello Smi
Tra le motivazioni ufficiali della protesta, la sigla conferma le priorità già indicate: "No al debito orario nelle Case di comunità; no al ruolo unico in medicina generale; sì all'istituzione del doppio canale con accesso volontario alla dipendenza; sì all'attivazione della scuola di specializzazione universitaria in Medicina generale; sì alla reintroduzione dell'area della Medicina dei servizi; sì all'implementazione degli organici del 118; sì al riconoscimento di adeguate tutele (infortunio, maternità, etc.)".
L'impegno dichiarato
La sigla sindacale conferma la continuità dell'azione rivendicativa a tutela del servizio sanitario. "Continueremo, da parte nostra, nell'impegno per la difesa della dignità dei medici e per il diritto alla salute dei cittadini".