Allarme api nel cimitero centrale, con una porzione della zona nuova resa inaccessibile dopo la scoperta di un favo su un loculo. La segnalazione è arrivata in Comune con un appello: «La tomba di mia madre è piena di api. Non posso avvicinarmi. Cosa si può fare?». Gli addetti dei Servizi cimiteriali, assessorato guidato da Francesco Zuccherini, hanno delimitato l’area con nastro bianco e rosso per garantire la sicurezza dei visitatori.
Segnalazione e messa in sicurezza
Secondo i rilievi effettuati sul posto, sono 250 i loculi compresi nel perimetro temporaneamente off limits. In questa fase si invitano i familiari a rinviare le visite e qualsiasi intervento sulle tombe, come la sostituzione dei fiori, fino al completamento delle operazioni di rimozione dello sciame.
Intervento programmato
Il Comune ha incaricato personale specializzato per il recupero delle api dal loculo interessato. «Dovrà operare di sera», spiega al telefono l’assessore. «Non è la prima volta che accade, non c'è alcuna allarme», aggiunge Zuccherini. Dalle segnalazioni pervenute in redazione si parla di alcune punture a visitatori, circostanza che al momento non risulta agli uffici comunali. L’azione dell’apicoltore prevede il trasferimento dello sciame in un’arnia, cercando di ricollocare anche la regina, in un’operazione delicata e non cruenta volta a offrire una nuova sistemazione compatibile con l’ecosistema.
I precedenti recenti e le indicazioni utili
Nei giorni scorsi un episodio analogo si è registrato lungo viale Roma, all’uscita degli studenti della scuola media San Paolo: la regina si è posata sul parabrezza di un’auto, con parte dello sciame sul muro della scuola. Sono intervenuti vigili del fuoco e polizia locale; alcune vetture sono rimaste in sosta e il traffico è stato regolato a senso unico alternato, fino all’arrivo dell’apicoltore che ha recuperato le api. Un’ulteriore segnalazione è arrivata anche da San Sisto. In caso di sciami, il numero 115 va contattato solo se vi è rischio per l’incolumità delle persone; negli altri casi è necessario rivolgersi a apicoltori o ditte specializzate, con procedure diverse rispetto a vespe e calabroni.