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Sant’Andrea, individuata e rimossa una displasia gastrica con tecnica mininvasiva

Sant’Andrea, individuata e rimossa una displasia gastrica con tecnica mininvasiva

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A Roma, all’ospedale Sant’Andrea, una tecnica endoscopica avanzata ha permesso di identificare e rimuovere una lesione precancerosa dello stomaco in un uomo di 55 anni residente in una regione lontana dal Lazio. L’intervento, eseguito dall’Unità operativa complessa Malattie dell’apparato digerente, ha consentito di trattare la displasia gastrica in fase iniziale, dopo accertamenti precedenti risultati inconclusivi in altre strutture.

Il caso clinico

L’uomo accusava da tempo bruciore, pesantezza post-prandiale e perdita di appetito. La prima gastroscopia non aveva evidenziato lesioni visibili, pur restituendo biopsie random positive per displasia all’esame istologico, confermate anche da una seconda valutazione. L’assenza di una sede definita rendeva impossibile un trattamento endoscopico mirato.

La svolta al Sant’Andrea

Presso il Sant’Andrea è stata eseguita una gastroscopia con cromoendoscopia virtuale, luce speciale in grado di mettere in risalto condizioni precancerose come la metaplasia intestinale e di caratterizzare aree sospette. È stata così individuata una zona rilevata compatibile con displasia; le biopsie mirate hanno confermato la diagnosi. Il team ha quindi proceduto con dissezione endoscopica sottomucosa (ESD), tecnica mininvasiva che ha consentito la rimozione completa della lesione.

Le dichiarazioni degli specialisti

“Le condizioni precancerose – spiega il professor Gianluca Esposito, dirigente medico dell’Unità operativa complessa Malattie dell'apparato digerente del Sant’Andrea, dove è stato effettuato l’intervento - rappresentano uno stomaco a rischio di sviluppare lesioni precancerose come la displasia o lesioni cancerose come l’adenocarcinoma gastrico. Per questo motivo diventa importante la corretta stadiazione dello stomaco mediante cromoendoscopia virtuale e biopsie target per poter intervenire precocemente su queste lesioni, prima che diventino tumori avanzati".

“Questo ha evitato che quella lesione precancerosa potesse progredire in un tumore ben più aggressivo con tutte le conseguenze immaginabili. Il paziente dopo l’intervento endoscopico è tornato alla vita di sempre – spiega il dottor Esposito -. L’unico obbligo è di effettuare gastroscopie di sorveglianza nel primo periodo per individuare e trattare precocemente eventuali lesioni metacrone, che cioè possono formarsi nuovamente nello stomaco. L'individuazione e la diagnosi della displasia gastrica sono molto difficili, perché si tratta di un'alterazione che non sempre produce cambiamenti visibili con la luce bianca tradizionale sulla superficie dello stomaco. La displasia è solitamente asintomatica. Diventa necessario una biopsia mirata, perché le aree displastiche possono essere piccole e sparse e se il prelievo non avviene esattamente nel punto alterato, la displasia può sfuggire all'esame”.

L’importanza dei controlli

“Va ricordato – continua Esposito - che le condizioni precancerose rappresentano uno stomaco a rischio di sviluppare lesioni precancerose come la displasia o lesioni cancerose come l’adenocarcinoma gastrico. Per questo motivo diventa importante la corretta stadiazione dello stomaco mediante cromoendoscopia virtuale e biopsie target per poter intervenire precocemente su queste lesioni, prima che diventino tumori avanzati che altrimenti richiederebbero un percorso chirurgico e oncologico. Su questo la gastroscopia di qualità effettuata seguendo alcuni criteri standardizzati dalle recenti linee guida della Società europea di endoscopia digestiva (Esge) a cui ho partecipato come co-autore, hanno un ruolo fondamentale e dovrebbero essere seguite in ogni gastroscopia, cosa che purtroppo accade raramente, ma che qui facciamo regolarmente".

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L’esito clinico è favorevole: il paziente è rientrato alle attività quotidiane e seguirà un programma di gastroscopie di sorveglianza per l’identificazione tempestiva di eventuali nuove lesioni. Il caso conferma il ruolo cruciale della endoscopia di qualità e dell’adozione di standard condivisi nelle strutture di Roma e del Lazio.