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Santa Marinella, il Consiglio di Stato conferma le concessioni fino al 2033

Santa Marinella, il Consiglio di Stato conferma le concessioni fino al 2033

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Santa Marinella vede confermata la validità delle concessioni balneari fino al 2033. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da una società turistica, riconoscendo come legittimo l’iter adottato dal Comune e chiarendo che non si trattò di una «proroga automatica delle concessioni», ma di una «vera e propria procedura pubblica selettiva e trasparente» avviata nel 2019 e riferita a circa cinquanta lidi.

Le motivazioni dei giudici

I giudici amministrativi di secondo grado hanno rilevato l’attuale contrasto tra la direttiva Bolkestein, che dal 2006 impone gare pubbliche, e la normativa nazionale. Tale frizione non incide sulla validità degli atti di Santa Marinella, che potevano semmai essere impugnati nei termini. Nel caso di specie è stato sottolineato che la società ricorrente si era costituita solo pochi mesi prima del deposito del ricorso, elemento valutato nel quadro della tempestività e della legittimazione ad agire.

Il contesto nel Lazio

Il pronunciamento arriva mentre l’Italia ha fissato al 2027 l’avvio delle gare per l’assegnazione delle concessioni, scenario che interessa anche Roma e il litorale di Ostia. In Fiumicino il Tar, lo scorso aprile, ha confermato per ora l’estensione fino al 2033, segnalando una fase ancora in evoluzione per gli enti costieri del Lazio.

Le reazioni

L’ex sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei evidenzia che la decisione «chiude un lungo fronte giudiziario», definendola un «precedente che - aggiunge - altre amministrazioni costiere osserveranno con attenzione, nel pieno di una stagione in cui la partita dei balneari italiani, tra proroghe cadute e gare ancora da bandire, resta uno dei terreni più contesi del diritto amministrativo nazionale».

Per Federbalneari Italia, il presidente Marco Maurelli parla di «Una sentenza unica e storica - commenta Marco Maurelli, presidente Federbalneari Italia - che può rappresentare un riferimento per altri comuni, è in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo in Italia, dove i nostri concessionari si preparano alle gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni».