Sanremo 2026 parla anche romano. Il produttore e musicista Fudasca, al secolo Simone Eleuteri, classe 1996 e cresciuto a Roma, sale sul palco dell’Ariston come ospite di Tredici Pietro. È sua la produzione di Uomo che cade, debutto sanremese del rapper bolognese, e nella serata dei duetti i due, con Galeffi & band, proporranno una rilettura funk-disco di Vita di Lucio Dalla e Gianni Morandi, un ponte ideale sull’asse Roma-Bologna.
Un produttore romano sul palco dell’Ariston
Fudasca non si limita a costruire beat, ma veri «spazi emotivi». La sua idea guida resta netta: «L'arte va fatta e condivisa». Chitarrista e bassista autodidatta, lavora sulle armonie e sulle strutture, predilige scelte stilistiche raffinate e strumenti analogici, dai registratori a nastro ai giradischi anni Sessanta. In Italia ha contribuito a emancipare il lo-fi dal semplice sottofondo, trasformandolo in una scrittura sonora capace di raccontare.
Collaborazioni e progetti
La sua traiettoria oltrepassa i confini: collaborazioni con Jay B, Powfu, Sody, Cavetown e Snøw; in Asia con Jo Kwon, KINO, Junggigo, Ted Park e Junny. In Italia firma Futuro per gli Psicologi e il remix di Make You Mine con Massimo Pericolo; nel 2021 arriva Lentiggini con Alfa e Tredici Pietro, quindi Bloody Mary con Willie Peyote e Pugni. Nel 2024 pubblica Immagina con Francesca Michielin, Tredici Pietro e Mecna, e consolida il sodalizio con quest’ultimo nell’album Discordia, Armonia e Altri Stati d’Animo, nato dopo 7:34. Nel rap collabora anche con Gemitaiz ed Ensi in 24/7. Fa parte del roster Sony Music e lavora tra Italia, Corea del Sud e Stati Uniti.
Visione e influenze
Il suo linguaggio intreccia il pop contemporaneo di Drake e XXXTentacion con i classici di Pink Floyd, Phil Collins e Michael Jackson, guardando alle intuizioni di Kanye West e Lil Yachty. Dentro c’è anche molto cinema italiano, da Federico Fellini a Vittorio De Sica fino a Nanni Moretti, in una narrazione che privilegia atmosfera e immagini. «Lavorare a questo progetto mi ha fatto riscoprire il piacere dell’espressione», racconta via social, «quello che perdiamo nella freddezza dell’individualismo». Intanto, tra nuovi live e sessioni in città con Side Baby della Dark Polo Gang, prepara il suo progetto più ambizioso, un album da producer-artist, restando fedele alla rotta: «L’arte va fatta e condivisa, per aprirsi ad altre visioni ed influenze».