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San Camillo, nuovi pasti per pazienti disfalgici grazie a un nuovo macchinario

San Camillo, nuovi pasti per pazienti disfalgici grazie a un nuovo macchinario

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San Camillo, nuovi pasti per pazienti disfalgici grazie a un nuovo macchinario: una nuova tecnologia offre pasti di qualità ai pazienti disfagici. E' il primo macchinario di questo tipo in un ospedale del Centro-Sud e consente di preparare 20 piatti in 90 secondi.

San Camillo, nuovi pasti per pazienti disfalgici: 20 piatti in 90 secondi

Un macchinario, il primo come detto in un ospedale del Centro-Sud, ha permesso ai pazienti disfagici dell’ospedale San Camillo, di cibarsi di piatti buoni e preparati per loro, attraverso una tecnologia disponibile nelle cucine della struttura, anche durante le feste di Natale.

Un importante supporto non soltanto per coloro i quali sono affetti da questa particolare patologia, ma anche per il personale medico e tutti gli operatori del settore e, in particolare, e questa specifica struttura ospedaliera.un passo avanti significativo verso un salto di qualità dello stile di 'vita' dei pazienti all'interno del plesso ospedaliero.

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Che cos’è la disfagia

La disfagia è una condizione caratterizzata da difficoltà o nel deglutire cibi o liquidi, che può mettere a rischio la sicurezza e l’efficacia dell’alimentazione. È diffusa nei pazienti con patologie neurologiche, oncologiche o nei soggetti anziani e può aumentare il rischio di aspirazioni, malnutrizione e disidratazione. Gestire l’alimentazione in modo adeguato migliora la qualità della vita di chi soffre di disfagia.

Installata lo scorso dicembre presso la cucina dell’ospedale, la macchina permette di preparare 20 piatti in 90 secondi, partendo da alimenti disidratati, a cui si aggiungono acqua e olio extravergine di oliva. Gli ingredienti sono naturali, senza coloranti e conservanti, e i pasti non hanno necessità di altro tipo di integrazione o supplementazione e possono anche esser personalizzati per andare incontro alle diverse necessità cliniche dei pazienti.

Quello che si evince è un miglioramento clinico e psicologico. “La specifica omogeneità e stabilità, l’assenza di doppia consistenza e la riduzione del volume rendono il pasto agevole e sicuro, per un approccio davvero nutraceutico – ha detto Maria Grazia Carbonelli, responsabile della Uosd (Unità operativa semplice di dipartimento) Dietologia e nutrizione del San Camillo -. Oltre ai benefici clinici, l’aumento dell’appetibilità percepita favorisce anche un miglioramento del benessere psicologico durante la degenza. Coniugare salute e gusto può aiutare a rendere più accettabile un disagio dovuto alla malattia. Durante le festività, ad esempio, abbiamo persino offerto ai pazienti un dessert al gusto di panettone, un gesto che ha avuto un forte impatto positivo anche dal punto di vista psicologico”.